Siracusa si prepara ad accogliere un evento unico nel suo genere: “Architettura e Jazz”, un progetto di ricerca e sperimentazione che mette in dialogo due linguaggi solo apparentemente distanti, ma uniti dalla capacità di trasformare e reinterpretare lo spazio. L’iniziativa, promossa in sinergia da SDS Architettura di Siracusa e dal Conservatorio di Musica “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, si svolgerà il 9 e 10 ottobre 2025 nella suggestiva cornice di Palazzo Impellizzeri.
L’obiettivo è ambizioso: riflettere sul contributo del jazz ai processi creativi, architettonici e sociali, con un approccio che unisce sostenibilità, sviluppo culturale e innovazione.
Il programma prende il via giovedì 9 ottobre alle 15.30 con l’intervento del docente e architetto Giovanni Maria Filindeu, dal titolo “Dal sostantivo al verbo. Il contributo della musica jazz nel progetto di architettura”. Un percorso che spazia dal concetto di diagrammusic fino all’analisi dei linguaggi del jazz dagli anni ’30 con la Swing Era, passando per la rivoluzione del Bebop.
Venerdì 10 ottobre alle 9.30 sarà invece la volta del musicista e docente Francesco Branciamore con la conferenza “La gestione dell’inatteso”, dedicata al ruolo dell’errore come risorsa creativa, ai modelli alternativi di apprendimento e all’analisi di alcune pietre miliari della storia del jazz, tra cui Birth of the Cool e Kind of Blue di Miles Davis.
Giovanni Maria Filindeu è una figura poliedrica che lavora da anni sulla relazione tra musica, arti visive e architettura. Ha firmato allestimenti per musei e istituzioni di rilievo internazionale – dalla Galleria Nazionale di Roma al Triennale di Milano – ed è autore del volume “Architettura e Jazz” (FrancoAngeli), finalista al Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2020. Parallelamente, porta avanti un’intensa carriera musicale, con collaborazioni che spaziano da Paolo Fresu a Tim Hagans.
Francesco Branciamore, compositore, arrangiatore e docente di composizione jazz presso il Conservatorio di Vibo Valentia, vanta una carriera che lo ha visto protagonista di numerosi progetti in Italia e all’estero. Ha collaborato con artisti come Michel Godard e Jean Luc Cappozzo, oltre a ricevere prestigiosi riconoscimenti come la Targa Mazars nel festival “Jazz in” della Bocconi di Milano.
“Architettura e Jazz” non è solo un ciclo di conferenze, ma un vero e proprio laboratorio di idee. Al centro c’è il dialogo tra due discipline che, attraverso il ritmo, l’improvvisazione e la costruzione, offrono nuove chiavi di lettura per il futuro dello spazio urbano e sociale.
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