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Siracusa, Arenella: “Siamo noi cittadini a sporcare” così un lettore

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Un utente ci scrive una lettera aperta in merito alle condizioni dell’Arenella:

“Gentile SiracusaNews.it, Vi scrivo per raccontarVi una questione spiacevole che vivo continuamente e che riguarda l’Arenella. Da qualche settimana, come da anni ormai, sono nella mia casa al mare. La mattina, quando il sole è appena sorto, mi piace uscire in veranda e sentire l’odore del mare e la brezza fresca del mattino. Poi vado in spiaggia, adoro sentire l’odore della sabbia e il tepore sotto i piedi. Ma mentre cammino, schiaccio qualcosa, una bottiglia di plastica. Alzo lo sguardo e ne vedo decine intorno a me..continuo ad osservare e vedo la sabbia invasa da carte, cicche di sigaretta, stecche di gelati, buste di plastica.

“Non ci sarà il cestino” – penso – e invece il cestino è lì, con il sacchetto inserito e totalmente vuoto. La spazzatura invece è dispersa per la spiaggia, alcune buste sono vicino al cestino (non dentro). Amareggiato mi accingo a fare un bagno, il primo della mattina, per scacciare tutti i pensieri e rilassarmi prima di andare a lavorare. Rigenerato e fresco esco dall’acqua e mi dirigo verso il mio telo. E di nuovo mi torna la curiosità di guardarmi intorno. L’immondizia regna sovrana.

Torno a casa e nel piazzale antistante scorgo decine di buste della spazzatura, bottiglie, carte, cicche, ecc….Non sono un ambientalista sfegatato, ma un cittadino sdegnato. Sì perchè, i cestini ci sono, i cassonetti anche, sono lì,.. a pochi passi eppure vuoti. Ed è lì che mi sale rabbia, perchè siamo noi i primi a sporcare! Ci si sa solo lamentare del caro tasse, del servizio Igm che funziona poco, delle condizioni in cui versano città e zone balneari. Ma la colpa è solo la nostra!Non credo ci voglia molto impegno a creare uno o più sacchetti per la spazzatura quando si è in spiaggia per poi gettarli a pochi metri da dove si posteggiano le auto.

E allora facciamolo tutti! Il mio è un appello da cittadino ai cittadini, rispettiamo il “nostro” ambiente. Solo così possiamo riservare al nostro territorio il trattamento che merita e ad i nostri figli un futuro “da respirare”.