Siracusa, assente ma vincente: il 5 Stelle Trigilio “re” delle cause in Tribunale contro il Comune ma tra i meno presenti in Consiglio

Una situazione che ha fatto storcere il naso a molti suoi colleghi in Consiglio che, in maniera ufficiosa, hanno sollevato il caso della "questione morale"

Una serie di verbali prima incassati e poi restituiti (con tanto di spese) agli automobilisti, dopo il ricorso al Giudice di Pace. Da anni, ormai, il Comune di Siracusa soccombe in Tribunale per questo tipo di vicende e, di anno in anno, quelle somme restituite vanno a incrementare la voce dei “debiti fuori bilancio”. Molti di quei ricorsi sono stati promossi da Roberto Trigilio, avvocato e da 8 mesi anche consigliere comunale. Una situazione che ha fatto storcere il naso a molti suoi colleghi in Consiglio che, in maniera ufficiosa, hanno sollevato il caso della “questione morale”. Perché di questo si tratta.

Trigilio, in qualità di avvocato, può sostenere la parte che cerca di avvalersi contro l’ente senza incorrere in quel famoso principio di incompatibilità che invece nascerebbe se fosse lo stesso consigliere ad avere un contenzioso contro il Comune cui appartiene e rappresenta. Ma il caso, appunto, non è questo. Da quasi tre anni – come ammesso dallo stesso Trigilio – il Comune si vede parte soccombente davanti al Giudice di Pace per l’annullamento di una serie di verbali, la maggior parte elevati per infrazioni sulla Ztl. E molte di queste sconfitte sono firmate dall’avvocato (e consigliere) Roberto Trigilio, capace di evidenziare una serie di “vuoti legislativi”.

“Una storia che va avanti da tre anni – afferma Trigilio – e durante la scorsa consiliatura ero anche stato convocato in III commissione per evidenziare tutte le problematiche del caso, visto che più di un giudice mi ha dato ragione su questo tipo di provvedimenti”. Al tempo Trigilio era solo un avvocato, ma oggi ricopre anche il ruolo di amministratore in Consiglio comunale che lo mette davanti a una questione “morale” tra la professione e il ruolo istituzionale.

E le sentenze in suo favore (come avvocato) continuano a fioccare e a essere pubblicate in Albo Pretorio. “Sono tutte cause che ho preso in carico prima della mia nomina a consigliere – precisa-. A mia memoria, salvo errori, da quando sono consigliere non ho più assunto incarichi in cui il Comune è la mia controparte“. Risolto, quindi, il problema della possibile “questione morale” resta sempre in piedi quella del rimborso dei verbali.

E qui Trigilio lancia una proposta: “la cosa migliore è quella di istituire una commissione ad hoc e do fin da adesso tutta la disponibilità a portare la mia professionalità. Preciso, non mi importa essere presidente o appartenere a questa commissione, ma vorrei comunque poter fornire la mia esperienza nel tentativo di porre un argine al fenomeno visto che non si tratta di questioni risolvibili soltanto spostando un cartello“.

Anche se la speranza è che, se questa commissione dovesse mai nascere, Trigilio sia più presente rispetto a quella cui appartiene. Da novembre a febbraio, infatti, Trigilio per sole 4 volte su 22 sedute di commissione ha “timbrato il cartellino”. Ma questa è un’altra storia, più politica, con l’avvocato consigliere che ha già rischiato di decadere per eccesso di assenze dal Consiglio comunale.


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