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Siracusa, autonomia scolastica. Consiglio d’istituto straordinario per l’Archimede: “non si tocca”

Seduta straordinaria aperta anche ai rappresentanti di classe, docenti e genitori

La perdita dell’autonomia scolastica per l’istituto comprensivo Archimede di Siracusa, decisa nell’ambito della conferenza regionale di organizzazione della rete scolastica per l’anno scolastico 2024/2025, è stata un’amara sorpresa per tutti, dato che non era mai stato coinvolto sulle varie discussioni inerenti il dimensionamento scolastico.

Ieri pomeriggio il Consiglio d’Istituto si è autoconvocato in una seduta straordinaria aperta anche ai rappresentanti di classe, docenti e genitori e non esclude di affidarsi a propri legali, per chiedere il ritiro del provvedimento in autotutela da parte della Regione. All’assemblea erano presenti anche sindacati e forze politiche oltre al sindaco Francesco Italia, al vice Edy Bandiera e all’assessore al ramo Teresella Celesti.

“Non ci aspettavamo granché dalla Conferenza regionale sull’organizzazione scolastica ma con amarezza devo dire che sono riusciti ad andare oltre le peggiori previsioni. Anche per questo ci opporremo in ogni sede alla decisione presa – aveva già detto il sindaco -. Sapevamo che il destino di Martoglio e Insolera era, in qualche modo, segnato, ma la scelta di far sparire, oltre alla Chindemi, e anche l’Archimede è sconcertante. Il tavolo regionale sul dimensionamento scolastico non ha fatto altro che applicare pedissequamente le indicazioni del governo nazionale, finalizzate prioritariamente a realizzare dei risparmi tagliando le dirigenze didattiche. Mi chiedo, allora, perché siano stati investiti i territori se si voleva solo far prevalere la logica dei numeri e ignorare, come è stato fatto, le esigenze degli alunni e della famiglie. Ci è stato subito chiaro che la provincia avrebbe pagato un prezzo altissimo e per questo, come sindaci, abbiamo messo sul tavolo soluzioni alternative dettate dal buon senso e, soprattutto, rispettose dell’interesse primario che la Scuola dovrebbe perseguire: assicurare la migliore formazione possibile dei giovani, cioè di coloro che rappresentano il nostro futuro. Invece ci siamo scontrati contro un muro di gomma e contro la volontà di affermare un modello scolastico fatto di istituti affollati, con centri decisionali distanti dagli studenti e, soprattutto per i Comprensivi, poco consapevoli dei contesti in cui i ragazzi vivono e crescono. Un modello che proprio per la nostra approfondita conoscenza dei territori, respingiamo e che combatteremo”.

Presenti anche il deputato regionale Carlo Gilistro, i consiglieri comunali Damiano De Simone, Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco, la presidente della Consulta Civica, Zayra Sa-pienza, e i Rappresentanti dei Sindacati della scuola, Cettina La Paglia della Segretaria Provinciale Snals-Confsal guidata da Renato Marino, e Giuseppe Gentile, esponente della Segreteria Regionale Gilda-Unams. Tutti sono stati accolti da uno striscione con la scritta “L’Archimede non si tocca”, realizzato da alcuni alunni dell’Istituto e dalla toccante testimonianza di due studentesse della Scuola secondaria di primo grado che hanno sottolineato il legame con l’istituto: “Questa scuola – hanno detto – ci è entrata nel cuore”. Numerosi e sentiti gli interventi, che hanno evidenziato la forte penalizzazione con la perdita di ben tre Istituti comprensivi e di un Istituto superiore per l’intera città di Siracusa, ma anche la grave mortificazione di una comunità scolastica, come quella dell’Archimede, che con i suoi 717 alunni, non era mai stata messa in discussione nel Tavolo Provinciale.

“Dalle indicazioni date dall’assessorato alle Conferenze Provinciali, emerge, tra i criteri, che la pianificazione delle proposte di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica – ha evidenziato la dirigente scolastica Giusy Aprile – deve tenere conto della stabilità quinquennale delle scuole. Pertanto, ci si chiede il perché alcune scuole siciliane abbiano avuto una deroga, per qualche decennio, mentre l’Archimede viene spazzata via dalla sera alla mattina, improvvisamente e senza alcun preavviso. Forte è anche il disorientamento delle famiglie che, alla vigilia delle iscrizioni, non sanno come procedere e che hanno deciso di affidare alla nostra scuola la formazione dei propri fi-gli. Genitori e docenti che, insieme ai nostri alunni, si sono visti cancellare, con un colpo di spugna, la scuola dove tutti abbiamo investito ed investiamo energie, con quella passione educativa che ha consentito ai nostri alunni di non perdere occasioni preziose di studio e di maturare esperienze significative che porteranno sempre con sé e che li aiuteranno a crescere”.

Nel corso dell’incontro, aperto dalla presidente del Consiglio di Istituto, Valeria Guzzardi, è stato ribadito da più parti che “Non si può mortificare la storia della città di Siracusa, né cancellare un’istituzione scolastica che porta il nome di Archimede dal 1890”. Si tratta della più antica tra le scuole di Siracusa, istituita nel lontano 30 dicembre 1861 con il nome di “Primo Corso di Reale Scuola Tecnica in Siracusa”. Dal 1890 la “Reale Scuola Tecnica” venne intitolata al grande studioso delle scienze, l’illustre siracusano Archimede. “Una scuola che è stata ed è punto di riferimento cullturale per intere generazioni – ha detto la presidente del Consiglio d’Istituto Valeria Guzzardi -. Una ricchezza significativa fatta di pluralismo, radicamento sul territorio e capacità di portarsi avanti con volontà e impegno. Una scuola che ha forgiato la classe dirigente di questa città e che, in questo momento, si coagula intorno alla forza di reagire e di cooperare per fare in modo da evitare questo scippo”. La seduta aperta del Consiglio d’Istituto si è conclusa con un forte e accorato appello all’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, affinchè venga rivisto il Piano regionale e venga salva-guardato l’intero patrimonio culturale e umano che rappresenta l’Istituto Archimede non soltanto per la città di Siracusa.


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