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Siracusa, bancarotta clinica Villa Rizzo: condannato a 5 anni l’amministratore unico

I giudici hanno inflitto a Liuzza 5 anni di reclusione, disponendo inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’inabilitazione all’esercizio di attività imprenditoriali per il periodo della pena

Si è concluso con una condanna a 5 anni di reclusione il processo per bancarotta fraudolenta legato al fallimento della clinica Villa Rizzo di Siracusa. Il Tribunale, presieduto dal giudice Antonella Coniglio, a latere Giuliana Catalano e Ilenia Di Giovanni, ha accolto in parte la richiesta della Procura nei confronti dell’amministratore unico Giuseppe Liuzza, ritenuto responsabile dei principali capi di imputazione.

La pubblica accusa, rappresentata dal pm Tommaso Pagano (con il sostituto Davide Viscardi presente in udienza), aveva chiesto per Liuzza una condanna a cinque anni e mezzo di carcere, limitatamente ai reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, chiedendo invece l’assoluzione per le ulteriori contestazioni. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giovanni Grasso (Liuzza), Erika Giardino e Francesca Ronsisvalle.

Il Tribunale ha inflitto a Liuzza cinque anni di reclusione, disponendo inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’inabilitazione all’esercizio di attività imprenditoriali per cinque anni. Sono stati invece assolti tutti gli altri imputati, così come la società TD Medical, per i quali la stessa Procura aveva sollecitato il proscioglimento.

Un processo lungo, che affonda le radici nel 2016, anno di avvio dell’inchiesta sul dissesto della storica struttura sanitaria privata siracusana. Secondo l’accusa, la gestione societaria avrebbe contribuito in maniera determinante al fallimento, attraverso operazioni ritenute pregiudizievoli per i creditori e una tenuta irregolare delle scritture contabili. Nel corso del dibattimento, il quadro accusatorio si è progressivamente ristretto, fino a concentrarsi sulla posizione di Liuzza, ritenuta centrale nella gestione della clinica nella fase antecedente al fallimento.

Il Tribunale ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza. Solo allora sarà possibile valutare le ragioni giuridiche che hanno portato alla condanna di Liuzza e all’assoluzione degli altri imputati, nonché l’eventuale percorso di impugnazione da parte delle difese.


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