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Siracusa, baraccopoli Cassibile. Fratelli d’Italia: “Conflitto d’interessi dell’assessore Gentile”

L'assessore Gentile ricopre anche il ruolo di vice presidente di un'associazione che si occupa di accoglienza

Presunto conflitto di interessi dell’assessore al Dialogo interculturale, Rita Gentile, con la carica di vice presidente dell’associazione Accoglierete che si occupa di immigrazione. La vicenda è stata sollevata dalla parlamentare Carolina Varchi, Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarezza.

“La vicenda della baraccopoli di Cassibile Fontane Bianche, quartiere alla periferia sud di Siracusa, – si legge nell’interrogazione – è una storia di grande disattenzione istituzionale, che affonda le sue radici in almeno 20 anni e che, in questo periodo di emergenza sanitaria, rischiava di esplodere; è di pochi giorni fa, infatti, la notizia dell’inizio delle operazioni di sgombero della storica baraccopoli abusiva, nella quale vivevano in condizioni disumane, con carenze igienico-sanitarie, centinaia di immigrati clandestini e non, braccianti agricoli impiegati negli appezzamenti di terreno della zona; nonostante la positiva notizia, attesa da troppo tempo, numerosi rimangono i dubbi e le problematiche inerenti la discutibile gestione del campo, che da sempre vedeva contrapporsi quanti invocavano il diritto all’accoglienza ad ogni costo e quanti, invece, tacciati ingiustamente di “razzismo”, chiedevano la condanna di ogni forma di degrado e illegalità; in particolare, il dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’interno, Autorità responsabile del fondo asilo, migrazione e integrazione (Fami) 2014- 2020 adottava l’avviso pubblico per la presentazione di progetti da finanziare nell’ambito della promozione di una gestione integrata dei flussi migratori; il Comune di Siracusa partecipava al bando Fami con il progetto “Comune dei Popoli”, aggiudicandosi il 19° posto a fronte dei 117 progetti presentati, unica città siciliana fra i 28 territori finanziati; il finanziamento di 460.129,45 euro del ministero dell’lnterno, da utilizzare in due anni, permetterà I’avvio di un ufficio dedicato ai cittadini stranieri, con la duplice finalità di facilitare il loro accesso ai servizi pubblici e al contempo di lavorare con questi ultimi sotto il profilo formativo per qualificare, potenziare e rendere accessibile la loro offerta ai cittadini stranieri; per I’attuazione delle singole azioni, il Comune di Siracusa, capofila del progetto, sarà coadiuvato da un partenariato, selezionato attraverso un bando pubblico, composto da associazioni di categoria, sia pubbliche che private, tra cui, in particolare, AccoglieRete Onlus e Arci Siracusa; vicepresidente di AccoglieRete è Rita Gentile, assessore alle Politiche per l’innovazione, l’economia solidale ed il dialogo interculturale proprio del Comune di Siracusa; mentre Presidente di Arci Siracusa è Simona Cascio, ex consigliera comunale; proprio i due enti partner, con bando dello scorso 24 aprile, in piena fase di lockdown, hanno avviato una procedura di selezione per il reclutamento di 5 figure professionali “necessarie alla realizzazione delle attività di propria competenza nell’ambito del progetto “Comune dei Popoli”; se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, accertata la veridicità degli stessi, quali urgenti provvedimenti di competenza intenda assumere al fine di escludere la sussistenza di un conflitto di interessi in capo all’attuale assessore alle Politiche per l’innovazione, l’economia solidale ed il dialogo interculturale del Comune di Siracusa per la gestione del citato finanziamento pubblico”.

Una realtà su cui Fratelli d’Italia continuerà a mantenere alta l’attenzione pure in questa fase, assicurano il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Giuseppe Napoli e il presidente del circolo Cassibile Francesco Implatini, Paolo Romano. “Se tutto quello indicato nella interrogazione corrisponde a verità è una cosa gravissima a cui bisogna porre rimedio e soprattutto dimostra chi sono i veri sfruttatori delle persone extracomunitari e chi si nutre di razzismo per far affari. – dice Romano – Se si vuole fare l’imprenditore nessuno lo vieta ma intrecciare affari con la politica non è permesso a nessuno tantomeno a chi gestisce in prima persona una problematica delicata e complessa come questa.”


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