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Attualità

Siracusa, bastone per non vedenti spezzato da un passante. La testimonianza: “oltre al danno, la beffa dell’indifferenza”

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Riceviamo e pubblichiamo il racconto di Alessandro Calabrò, 27 anni, che ha scritto alla nostra redazione per denunciare pubblicamente un episodio di inciviltà e discriminazione di cui è stato vittima assieme alla sua ragazza, Vanessa, anche lei disabile visiva, ieri 13 ottobre 2024, in piazza Cappuccini a Siracusa. Attraverso questa testimonianza si vuole sensibilizzare il pubblico riguardo al rispetto dovuto a chi, come loro, affronta ogni giorno difficoltà legate alla propria disabilità.

Mentre stavamo camminando con tranquillità, un uomo che procedeva a passo molto veloce ha letteralmente spezzato il mio bastone bianco con un gesto che sembrava essere stato fatto con il piede a martello. Il bastone bianco, per una persona non vedente, è l’equivalente degli occhi per chi vede: privarcene è come togliere l’ausilio essenziale che ci permette di muoverci in autonomia. L’uomo, nonostante l’evidente danno che aveva arrecato, si è mostrato completamente indifferente alle nostre domande e alle nostre richieste di spiegazioni. Continuava a ripetere che “non l’aveva fatto apposta”, ma ha evitato ogni tipo di dialogo costruttivo, preferendo accomodarsi a un tavolo del bar vicino.

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Non solo non ha mostrato alcun senso di responsabilità o volontà di risolvere il problema – come, ad esempio, offrirsi di rimborsare il bastone rotto – ma ha anche aggravato la situazione con una battuta provocatoria: quando gli abbiamo spiegato quanto grave fosse il suo gesto, paragonandolo a togliere una sedia a rotelle a una persona con disabilità motoria, lui ha riso sotto i baffi e, in tono di scherno, ha affermato “anche io sono disabile”. A detta mia, della mia ragazza e dei testimoni presenti, non vi era alcuna disabilità visibile o sensoriale in lui, ma il suo atteggiamento è stato a dir poco offensivo e discriminatorio nei nostri confronti. La sua frase non solo ha sminuito la nostra disabilità, ma ci ha ulteriormente ferito, riducendo la gravità del nostro problema a una semplice presa in giro.

Fortunatamente, grazie all’aiuto di alcune persone presenti, siamo riusciti a tornare a casa, anche se eravamo chiaramente spaesati e disorientati con un solo bastone a disposizione per entrambi. Un episodio simile evidenzia ancora una volta come, purtroppo, l’inciviltà e la mancanza di empatia siano sempre più frequenti. Se fossimo stati soli o lontani da casa, le conseguenze sarebbero state ancora più gravi”.

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