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Siracusa, Bosco delle troiane: un avvocato per dirimere lo scontro tra comune e privato

Oggetto del contendere è la paternità del terreno che a dicembre ha visto l'inaugurazione di quello che dovrebbe essere il primo parco urbano di Siracusa

Foto: Franca Centaro

Un avvocato per il “Bosco delle Troiane”. Questa la decisione assunta dall’amministrazione comunale per dirimere la vicenda su cui dovrebbe nascere il primo parco urbano di Siracusa. Inaugurato il 15 dicembre dello scorso anno in un’area tra viale Scala Greca e viale Santa Panagia, fin dal giorno in cui si è provveduto a piantumare mille piccoli arbusti di leccio, l’iniziativa è finita al centro di una querelle tra l’amministrazione comunale e il titolare di un centro sportivo.

Oggetto del contendere è proprio sulla proprietà dell’area: da una parte il Comune ne rivendica il possesso, giudicando “abusive” alcune opere che il privato aveva iniziato a mettere in piedi. Dall’altra l’associazione rivendica quell’area che le sarebbe stata concessa nel 2012 e sulla quale ha intenzione di realizzare degli impianti sportivi.

Tutto ha inizio con la delibera 489 del 10 dicembre 2012, quando la Giunta dell’amministrazione Visentin per realizzare una nuova strada di collegamento tra via del Porto Grande e via Perasso, necessaria per decongestionare il traffico nella zona Umbertina, riteneva necessario acquisire un’area utilizzata dal centro sportivo Epipoli, gestore di due campetti di calcio regolamentari in nome e per conto della Rete ferroviaria Italiana.

Dopo alterne vicende in merito ad altre aree non ritenute idonee e a seguito di regolare istruttoria da parte degli uffici, la Giunta assegnò per 15 anni l’area in viale Scala Greca al privato. Una delibera regolarmente corredata di tutti i pareri necessari resi dagli Uffici Patrimonio, Urbanistica e Ragioneria, che la Giunta del tempo ha fatto propria approvando la proposta degli uffici in un’area individuata nel Prg con il simbolo “S3” (attrezzature per verde, gioco e sport). Nel 2013 l’amministrazione Garozzo bloccò il tutto, portando il privato a rivolgersi al Tar.

E adesso, dopo l’inaugurazione con polemica di dicembre, ecco che il Comune cerca di fare chiarezza anche sulla scorta delle dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica, Giusy Genovesi, che aveva ammesso: “È una situazione complessa a cui gli uffici stanno lavorando per porvi rimedio dopo la confusione che purtroppo nel tempo loro stessi hanno creato”.

Oggi però, vista la nomina di un esperto esterno, pare che gli uffici non siano riusciti a sciogliere i nodi. Ultima parola quindi all’avvocato.


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