Non un convegno, ma un tavolo tecnico con l’assessore regionale Titti Bufardeci e il direttore generale Giammaria Sparma, quello che si è svolto ieri mattina a Palazzo Impellizzeri, poco affollato dagli addetti del comparto siracusano della pesca, che forse hanno approfittato delle buone condizioni meteo per andare a lavoro, lasciando in sala i propri rappresentanti di categoria.
Promotori dell’incontro sono stati i presidenti regionali degli Armatori e delle APMP , associazioni professionistica dei marittimi e dei pescatori, Fabio e Carmelo Micalizzi, e del coordinamento provinciale guidato da Antonino Moscuzza, i quali hanno chiesto intanto il riconoscimento del porto di Siracusa affinche rientri nella mappa degli approdi ove far sbarcare il tonno. Istanza che presto arriverà a Palermo.
A livello locale i pescatori siracusani hanno chiesto inoltre di riappropriarsi del vecchio mercato ittico per far fronte alla speculazione del mercato catanese o dei sedicenti operatori che non sono del settore. Unica ancora di salvataggio, hanno detto i pescatori siracusani, è quella di creare un piccolo mercato locale, perché non esiste sviluppo dove non esiste lo smercio diretto del prodotto.
Ma il problema di fondo resta, vale a dire la mancanza di coesione e lo scarso senso di unione tra pescatori. “Occorre fare una campagna di massa critica – suggerisce l’assessore regionale Bufardeci – O si riesce a fare squadra o si viene fagocitati dal pesce più grosso. Come nell’agricoltura, è lui che determina il prezzo finale del mercato. L’idea avventuristica di una volta è finita. Pertanto, o si fa un ragionamento di squadra in una logica che è l’unica quella del confronto o si rischia di avere inciampare seriamente”.
“Sulla questione del mercato ittico che seguo da quando ero sindaco – ha detto Bufardeci – Non è una questione da affrontare in maniera disgiunta da iniziative di competenza del privato perchè non può esistere una struttura gestita dal solo Comune. Ci sono stati già avvisi e promozioni rivolti a eventuali acquirenti,, consorzi o singoli imprenditori. Ma sin qui, nessuno si è fatto avanti”.
“Ritengo sia finita l’era di quella famosa suggestione popolare degli anni ottanta e novanta – ha aggiunto in conclusione l’assessore – quando di notte, chiunque di noi, si recava al mercato ittico per assistere alla vendita del pesce appena preso. Non ho nemmeno idea di ciò che potrebbe diventare l’ex mercato oggi. Quanto prima verrà inaugurato lo sportello operativo di base per la pesca che potrebbe trovare posto naturale all’interno del costituendo consorzio, o dell’ispettorato regionale per la Pesca o della stessa Camera di Commercio”.
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