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Siracusa, bufera sulla nuova pianta organica delle farmacie tra conflitto di interessi e un esposto in Procura

La critica più pesante riguarda la perizia giurata prodotta nel dicembre 2024 dal tecnico incaricato dal Comune, utilizzata come elemento determinante per certificare l’assenza di locali idonei ad Epipoli

Il logo di una Farmacia

Una vicenda complessa – fatta di atti tecnici contestati, accuse di conflitto di interessi e presunte violazioni delle norme sulla trasparenza amministrativa – sta scuotendo la revisione della Pianta Organica delle farmacie comunali di Siracusa. Al centro dello scontro, la determinazione dirigenziale con cui è stata approvata la nuova perimetrazione della sede farmaceutica 36 (ex 33), spostandola dal quartiere Epipoli a Viale Scala Greca. L’atto ha innescato una battaglia legale e politica, culminata con un esposto in Procura presentato dal consigliere comunale Ivan Scimonelli, che chiede di verificare “la legittimità dei procedimenti commissariali e ogni eventuale profilo penalmente rilevante”.

La critica più pesante riguarda la perizia giurata prodotta nel dicembre 2024 dal tecnico incaricato dal Comune, utilizzata come elemento determinante per certificare l’assenza di locali idonei ad Epipoli. Secondo la memoria difensiva trasmessa anche all’Ufficio Legalità del Comune, il professionista aveva già redatto una perizia di parte nel 2021 a favore delle assegnatarie della sede 36 ed è il fratello di una delle assegnatarie. Una circostanza che configurerebbe un conflitto di interessi aperto, tale da aver potenzialmente orientato il procedimento.

La riperimetrazione ha generato un effetto immediato: il quartiere di Epipoli, con 7.375 residenti e oltre 2.700 famiglie, è rimasto con un solo presidio farmacutico e la nuova sede, collocata in viale Scala Greca, ricade nella circoscrizione Tiche, già servita da più farmacie esistenti. Altro punto contestato riguarda la perizia, redatta nove mesi prima, senza alcuna verifica aggiornata dell’offerta immobiliare ad Epipoli.

Ricerche successive avrebbero invece documentato la presenza di diversi immobili idonei, in vendita o in affitto, proprio nelle zone originariamente destinate alla nuova sede e questo costituirebbe un “difetto di istruttoria rilevante”, tale da aver compromesso la correttezza del procedimento.

Alla luce di queste contestazioni, il consigliere comunale Ivan Scimonelli ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo di verificare la legittimità dei procedimenti avviati in regime commissariale, di accertare eventuali violazioni dei principi di imparzialità e trasparenza, di acquisire gli atti relativi alla perizia e alla riperimetrazione e di accertare formalmente eventuali rapporti di parentela o incompatibilità.

Scimonelli ha anche chiesto che la proposta di nuova perimetrazione venga rimessa al Consiglio comunale, affinché possa essere valutata in una sede politica e pubblica e il presidente del civico consesso, Alessandro Di Mauro, ha per questo sollecitato il dirigente del settore, Marcello Di Martino, richiamando la diffida ad adempiere notificata dalla Regione Siciliana. Nella sua comunicazione, Di Mauro sottolinea “la necessità di provvedere con urgenza alla predisposizione della proposta consiliare” affinché il Consiglio possa esercitare le proprie prerogative e deliberare entro i tempi imposti dalla diffida regionale (60 giorni). Un richiamo che si inserisce in un quadro già teso, aggravato dall’esposto in Procura e dalle contestazioni sulla legittimità dell’istruttoria. La partita sulla nuova pianta organica delle farmacie, dunque, resta aperta su più fronti: politico, amministrativo e giudiziario.


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