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Siracusa, bus navetta sotto i riflettori: lavoro, turisti e percorsi. Dibattito aperto

In particolare, al centro del dibattito, proprio in queste ore, c'è il servizio dei bus navetta, finanziato dai ricavi della tassa di soggiorno e soppresso poco prima dell'emergenza Covid

È il trasporto pubblico uno dei problemi più caldi a Siracusa. In particolare, al centro del dibattito, proprio in queste ore, c’è il servizio dei bus navetta, finanziato dai ricavi della tassa di soggiorno e soppresso poco prima dell’emergenza Covid. Tornata in campo la tassa, torna anche la questione bus navetta nella sua complessità: economica, lavorativa e di possibile massima fruizione del servizio, cioè cittadini e turisti. Da un lato ci sono i primi che chiedono il reinserimento del servizio e dall’altro i lavoratori impegnati nel servizio navetta che anche questa mattina hanno manifestato sotto palazzo Vermexio. Eppure il problema dei bus navetta è molto ampio. Oltre che dal punto di vista lavorativo ed economico c’è il fattore percorsi e mobilità.

I bus navetta sono sempre stati più utilizzati dai residenti che dai turisti. Forse il fattore determinante è l’assenza, o quanto meno la carenza, di altri mezzi di trasporto pubblico. Basta pensare che a fronte di un numero inadeguato di autobus fuori nel resto della città in tantissimi, per esempio, utilizzavano il bus navetta per spostamenti quotidiani, scostando così il fine ultimo del servizio dalla realtà: e cioè il trasporto dei turisti. Ma, anche a questo proposito, gli spunti di riflessione non mancano e sono diversi. C’è infatti chi pensa che il servizio, così com’è stato concepito, vada poco incontro alle esigenze di coloro che vogliono visitare la città: percorsi brevi che possono tranquillamente essere percorsi a piedi, mentre mancano i tratti più lunghi che potrebbero rientrare in un percorso turistico per collegare Ortigia anche al resto delle bellezze siracusane (discorso che si potrebbe inserire nell’iniziativa del Parco archeologico della Neapolis che nei prossimo giorni aprirà anche alle visite notturne).

Poi c’è chi la pensa diversamente. Tra questi il Circolo “Aretusa” di Fratelli d’Italia: “L’estate è arrivata, il coronavirus è andato in vacanza, ed i turisti timidamente arrivano per visitare la nostra splendida Siracusa con l’aspettativa di vivere un’indimenticabile esperienza – si legge in una nota firmata dalla vicepresidente Gabriella D’Amico – E dopo aver visitato gli scavi archeologici si dirigono verso Ortigia per fare una passeggiata ed ecco che all’ingresso di Ortigia trovano il cartello della Ztl, zona a traffico limitato, così dopo l’estenuante ricerca di un parcheggio, che non c’è, sotto il sole, ormai stanchi cercano il trasporto pubblico, la navetta, che li porti sino a piazza Duomo ed alla Fonte Aretusa. Aspettano, aspettano ma la navetta non arriva e grondi di sudore e stufi di tutto questo degrado decidono di cambiare programma e dirigersi verso una destinazione più organizzata. È di chiara evidenza l’urgenza di ripristinare il trasporto pubblico, per dare un’alternativa al giusto divieto di accesso al centro storico e permettere anche a chi non è più tanto giovane o a chi ha delle disabilità motorie di poter accedere in Ortigia senza dover per forza rinunciarvi, a causa del non programmato servizio pubblico. Il servizio in questione consentirebbe un maggiore afflusso di persone, a beneficio anche di tutte le attività operanti ad Ortigia. E va anche, ripristinato al più presto il parcheggio di via Elorina che in passato ha consentito di alleggerire il traffico su quelli del Talete e del Molo Sant’Antonio”. Parcheggi non molto distanti da Ortigia, ma che comunque potrebbero essere collegati nell’ottica di un progetto più ampio nel quale ci siano parcheggi scambiatori e ticket.

Insomma, la vicenda è complessa e forse andrebbe inserita in un nuovo piano di mobilità nel quale potrebbe essere inserito anche discorso taxi. Per fare un esempio, taxi a 2 euro con sconti in pizzeria, parcheggi scambiatori poco fuori il centro storico e autobus in città per le vecchiette che fanno la spesa al mercato.


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