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Siracusa, cade il numero legale in Consiglio comunale. Di Mauro: “Nessuna crisi in maggioranza, solo discussioni. Ma basta ritardi in aula”

Pur negando l’esistenza di una crisi vera e propria, Di Mauro ammette però che tensioni e difficoltà possono emergere anche all’interno della coalizione di governo cittadina

Dopo la seduta tesa di ieri, anche oggi il Consiglio comunale di Siracusa si è chiuso con un nulla di fatto. La riunione convocata in seconda convocazione nel Salone Borsellino è stata infatti rinviata per la caduta del numero legale. A commentare quanto accaduto è il presidente del Consiglio comunale Alessandro Di Mauro, che ridimensiona le letture più allarmistiche sullo stato della maggioranza.

“Non credo ci sia un vero e proprio problema – spiega -. Ieri il numero legale è caduto per una piccola incomprensione tra il consigliere di maggioranza e l’amministrazione. Sarebbe bastato comunicare meglio e nulla sarebbe successo”. Il riferimento è alla tensione emersa nella seduta precedente, legata – secondo la ricostruzione di Di Mauro – a una mancata comunicazione su un punto all’ordine del giorno presentato dal consigliere Bonafede, che sarebbe stato già inserito nel Piao. “Il consigliere Bonafede ha percepito la vicenda come una mancanza di rispetto – osserva – ma sono convinto che, con l’intelligenza e l’esperienza che lo contraddistinguono, supererà facilmente questo momento”.

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Palazzo Vermexio

Per quanto riguarda invece la seduta odierna, il presidente invita a non drammatizzare: “oggi sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell’aula consiliare e ci siamo ritrovati un po’ rimaneggiati nel Salone Borsellino. Inoltre l’opposizione aveva già dichiarato stamattina che non si sarebbe presentata. Eravamo in dodici e il numero legale è caduto”.

Pur negando l’esistenza di una crisi vera e propria, Di Mauro ammette però che tensioni e difficoltà possono emergere anche all’interno della coalizione di governo cittadina. “Che non ci siano problemi non posso dirlo con certezza – afferma – perché i problemi ci sono in tutte le famiglie, così come le discussioni. Ma non sono problemi così gravi come qualcuno vuole far credere o enfatizzare”.

Nel suo intervento, il presidente del Consiglio torna poi su un tema che aveva già sollevato nelle ultime sedute: quello della puntualità dei consiglieri comunali. E rivendica un approccio rigoroso e annuncia che intende mantenere anche nelle prossime convocazioni. “È un rimprovero che continuerò a fare – dice senza giri di parole -. Oggi ho chiamato l’appello appositamente dopo venti minuti perché non è possibile che ci sia sempre questo trend di arrivare in ritardo. Io sono per la puntualità, arrivo sempre mezz’ora prima di un impegno e a maggior ragione pretendo la stessa puntualità dagli altri. Continuerò così in tutte le sedute: farò cadere il numero legale finché non capiranno che fare il Consiglio comunale è una cosa seria. Ci si candida per dare risposte alla città”.


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