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Siracusa, Cafeo commenta la Finanziaria regionale approvata: “la montagna partorisce l’ennesimo topolino, dissolta la maggioranza”

E sulle dichiarazioni di Musumeci: "l’ultimo giapponese che si arrese nella giungla"

L’approvazione della legge di Stabilità regionale si è trasformata in queste ore da potenziale strumento per immaginare un rilancio della Sicilia ad atto dovuto, una semplice incombenza burocratica finalizzata soltanto a sostenere la spesa corrente”. A dirlo il giorno dopo la travagliata approvazione della finanziaria regionale è Giovanni Cafeo, parlamentare regionale di Italia Viva e Segretario della III commissione Ars Attività Produttive.

Per Cafeo quanto accaduto in quest’ultimo mese all’Ars ha avuto ieri sera un epilogo quasi scontato. “All’altezza della qualità media del dibattito, cioè imbarazzante – spiega Cafeo – con una finanziaria approvata alla fine in fretta e furia per evitare ulteriori bocciature e soprattutto con la certificazione del dissolvimento della maggioranza in aula”.

E per il parlamentare regionale di Italia Viva ad aggravare la situazione ci si sarebbe messa anche l’arringa difensiva finale del presidente Musumeci sulle indagini che coinvolgono i vertici della sanità siciliana, “che – prosegue Cafeo – ha scelto di proposito di non presentare una relazione iniziale sulla quale avviare il dibattito in aula e che ha avuto come solito obiettivo quello di ergersi quale strenuo difensore del fortino ormai in rotta, l’ultimo giapponese rintanato nella giunga con tanto di scomposto attacco alla Magistratura.”

Anche la definizione di “ascari” data ai parlamentari dissenzienti, ossia di fatto ai deputati della sua ormai ex maggioranza, identifica chiaramente il senso delle istituzioni e il rispetto per la democrazia da parte del Presidente – continua l’On, Cafeo – il quale, se vuole incolpare qualcuno per la mancata approvazione degli articoli, non ha che da guardare a sé stesso e al suo esecutivo, evidentemente incapace di instaurare un dialogo con i deputati che lo sostengono”.

Per il parlamentare regionale la dimostrazione del rapporto ormai incrinato tra il Governo e la maggioranza all’Ars si sarebbe manifestata anche in occasione della votazione dell’atto di indirizzo avente per oggetto l’utilizzo dei fondi Poc da utilizzare come copertura per gli aiuti alle imprese. “Un documento – continua ancora Cafeo – presentato dall’esecutivo regionale che, se approvato, avrebbe dovuto impegnare lo stesso governo e che l’aula ha quindi considerato inutile mettere a votazione”.

La finanziaria non può essere considerata come un adempimento formale che serve a pagare gli stipendi e le spese ordinarie – conclude Cafeo – ma dovrebbe essere lo strumento principe per immaginare azioni concrete e con visione e medio e lungo termine per il rilancio della Sicilia; quanto accaduto ieri all’Ars però ha mortificato questo assunto e ha riportato il dibattito politico indietro di decenni”.


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