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Siracusa, Cafeo sul possibile trasferimento del Caravaggio: “Sgarbi autoreferenziale e Regione spettatrice”

Per il deputato di Italia Viva il nulla osta dei tecnici del restauro allo spostamento del dipinto è finalizzato al suo trasporto nella sede romana dell’istituto

Trasformare quella che doveva essere una conferenza stampa in un lungo monologo autoreferenziale, con tanto di rimbrotti ai giornalisti che osavano interloquire, non è servito a fare chiarezza su un’operazione dall’amaro retrogusto mediatico, più votata alla visibilità dei protagonisti che alla salute del capolavoro di Caravaggio”.

Ad intervenire dopo la conferenza stampa svolta ieri pomeriggio nella sala Ipostila del Castello Maniace di Siracusa è Giovanni Cafeo, parlamentare regionale di Italia Viva e Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive. Una polemica, quella tra Cafeo e Sgarbi, nata fin dai primi giorni in cui si vociferava di un possibile momentaneo trasferimento del Caravaggio al Mart di Rovereto e che oggi, dopo la conferenza in cui Sgarbi ha annunciato che per i tecnici del restauro non vi sarebbero impedimenti viste le buone condizioni del dipinto, scrive una nuova pagina.

Il parere positivo al trasferimento del Caravaggio, dato dall’Istituto Centrale del Restauro a seguito delle analisi preliminari svolte sull’opera, è finalizzato al suo trasporto nella sede romana dell’istituto – spiega l’On. Giovanni Cafeo – dove verranno svolte ulteriori e più approfondite analisi nonché eventuali interventi non di restauro ma di manutenzione dell’opera”.

Successivamente, il dipinto dovrebbe essere portato al Maart di Rovereto per l’esposizione, in cambio di altre opere del Novecento da esporre qui a Siracusa, così come annunciato ieri in conferenza, ma, ricorda il deputato regionale di Italia Viva “nel passaggio e nell’investimento generale pare, almeno per il momento, scomparso l’impegno per la fornitura della teca protettiva, ad oggi declassata a eventualità futura da rivedere”. Così sembra in effetti, visto che gli stessi tecnici, secondo alcuni ben informati, avrebbero definito “ottimali” le condizioni climatiche presenti nella chiesa di Santa Lucia in Borgata per la conservazione del dipinto e che addirittura la teca potrebbe anche diventare controproducente.

E in tutta questa lunga querelle, Cafeo tira in ballo anche l’assessore regionale ai Beni Culturali, Alberto Samonà, accusato di esser stato “un semplice osservatore – continua Giovanni Cafeo – ben lontano dal ruolo di protagonista che la Regione dovrebbe adempiere nella tutela dei capolavori qui residenti, così come ho trovato abbastanza inusuale il cambio di posizione dell’assessore Granata, per il quale il fine giustifica i mezzi e dunque tutto sarebbe concesso purché il Seppellimento di Santa Lucia faccia ritorno nella sede della Borgata”.

Per il deputato regionale il ritorno della tela in Borgata resta comunque un obiettivo da raggiungere, ma l’eventuale partenza del Caravaggio a Rovereto senza garanzie certe sul restauro e soprattutto sulla teca protettiva, rappresenterebbe l’ennesima sconfitta per la politica siciliana, “incapace in tutti questi anni di provvedere in autonomia al mantenimento dell’opera e oggi in grado soltanto di guardare con occhi distaccati un’operazione mediatica dalla quale, con tristezza e un po’ di amarezza, dipendono le sorti di un capolavoro senza tempo; auspico che l’assessore Samonà, stanco di fare da spettatore, giochi finalmente un ruolo da protagonista nella firma definitiva della convenzione che darà il via al progetto del Maart, impegnando il museo di Rovereto al rispetto di tutti gli impegni precedentemente sbandierati nei confronti del capolavoro di Caravaggio”.

 


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