Il Siracusa non sa più vincere. Al De Simone arriva un pareggio che tiene accesa una fiammella, ma che sa tanto di occasione persa. Gli azzurri non non vanno oltre l’1-1 contro la Cavese al De Simone e, a novanta minuti dalla fine della stagione, resta appeso a un filo sottilissimo nella corsa ai play out.
Serviva vincere, senza alternative. E invece gli azzurri offrono una prestazione opaca, a tratti confusa, lontana dall’intensità e dalla qualità viste nelle settimane migliori. Turati, privo dello squalificato Gudelevicius, sceglie una mediana tecnica con Frisenna, Limonelli e Riccardi, confermando il tridente offensivo. A sorpresa, però, tra i pali c’è Sylla al posto di Farroni.
Il De Simone risponde presente, con oltre 3600 spettatori e una coreografia che testimonia ancora una volta il legame tra squadra e città. Ma in campo le emozioni faticano ad arrivare. Il Siracusa prova a costruire, senza però trovare ritmo e precisione negli ultimi metri. L’occasione più nitida del primo tempo capita ad Arditi, ma la sua conclusione è murata. Dall’altra parte, la Cavese si rende pericolosa soprattutto su palla inattiva e nel finale di frazione sfiora il vantaggio con Diarrassouba.
La ripresa si apre con i cambi di Turati, ma l’inerzia non cambia. Anzi, al 63’ arriva la doccia fredda: ripartenza veloce degli ospiti e Orlando che batte Sylla, gelando il De Simone. A quel punto il Siracusa si riversa in avanti più con il cuore che con le idee, sbilanciandosi alla ricerca di un gol che tarda ad arrivare.
Quando tutto sembra perduto, ci pensa Sbaffo a riaccendere le speranze: all’84’ il suo colpo di testa su cross perfetto di Cancellieri vale l’1-1. Un gol che, complice anche le sconfitte di Foggia e Giugliano sugli altri campi, tiene in vita gli azzurri e restituisce energia a uno stadio che torna a crederci.
Ma il pareggio non basta. Non può bastare.
Il Siracusa resta in bilico: non è ancora retrocesso, ma la salvezza passa da un incastro quasi perfetto. Servirà vincere all’ultima giornata sul campo del Trapani e sperare in nuovi passi falsi di chi sta davanti. A partire dal Foggia, passando per il Giugliano
Una combinazione difficile, ma non impossibile. E in una stagione così, dove nulla è stato normale, anche l’improbabile può ancora trovare spazio.
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