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Siracusa, Cambio appalto vigilanza Asp: venerdì sit in delle guardie giurate

Una vertenza infuocatasi improvvisamente negli ultimi giorni, dopo che l'Asp ha aggiudicato definitivamente la gara e la nuova azienda ha preso in carico l'appalto

Resta ancora aperta la vertenza delle 21 Guardie particolari Giurate dell’Asp che venerdì vivrà un nuovo capitolo con un sit in sotto la sede dell’Asp di corso Gelone. Dopo il cambio appalto con l’ingresso alla mezzanotte di martedì della Kgb (vincitrice del bando di gara), resta ancora alta la tensione in seno ai lavoratori e alle maggiori sigle sindacali. La vertenza, infatti, si gioca su un duplice fronte.

Il primo, quello delle guardie, che a tutt’oggi si sentono escluse dal nuovo servizio, nonostante il bando di gara contemplasse la clausola sociale, cioè la reimmissione in servizio, ma con la nuova azienda, dei 21 lavoratori.

L’altro fronte è quello puramente sindacale. Cgil, Cisl e Uil criticano infatti il contratto Cisal terziario utilizzato per la gara, dando vita, di fatto, a una vera e propria lotta intestina tra sigle sindacali. Per Filcams Cgil, Fisasct Cisl e Uiltucs Uil, con l’immissione in appalto della nuova società, l’Asp ha creato un precedente “che inaugura una guerra tra poveri che potrebbe avere effetti imprevedibili”. Il riferimento è rivolto al fatto che la gara pare essere stata aggiudicata a un prezzo di circa 13 euro l’ora, quando invece il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali determina in 17,05 euro il costo orario per singolo lavoratore.

Dall’altra parte invece c’è la Cisal Terziario di Siracusa, che afferma come il Contratto collettivo nazionale Cisal non sia un Ccnl generico del terziario “ma – ha affermato nei giorni scorsi Corrado Magrì, segretario provinciale Cisal Siracusa – come richiede la normativa nazionale, Ccnl di settore per “istituti e aziende esercenti l’attività di vigilanza privata, investigazioni e servizi fiduciari”. Il suddetto Ccnl è sottoscritto da Organizzazioni sindacali e associazioni datoriali maggiormente e comparativamente rappresentative sul piano nazionale e, in particolare, godono del riconoscimento ministeriale del requisito della maggiore rappresentatività comparata la Cisal tra le parti sindacali e Cidec e Fenav Confapi per le parti datoriali“.

Intanto però i segretari di categoria, Stefano Gugliotta, vera Carasi e Anna Floridia, dopo la riunione fiume di lunedì pomeriggio, chiedono un nuovo intervento da parte della Prefettura, oltre a quello della Questura e dell’Ispettorato del Lavoro in qualità di massimi garanti. E in questa infuocata vertenza entrano a gamba tesa anche le organizzazioni sindacali nazionali di Filcams Fisascat e Uitucs, che pare abbiano interessato della vicenda anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, l’anticorruzione guidata da Raffaele Cantone e i ministeri degli Interni e del Lavoro.

Ci sono poche certezze in questo travagliato paese – affermano Gugliotta, Carasi e Floridia – una di queste sono le istituzioni democratiche che non possono essere oggetto di pretestuosi quanto speciose dichiarazioni da parte di nessuno. La Prefettura è e resta una certezza e nessuno può permettersi di utilizzarla a conforto di posizioni che sono palesemente fuori da ogni norma di legge e contrattuale. I lavoratori della vigilanza, come delle pulizie e delle mense, uniche categorie fino ad oggi garantite nel cambio appalto, guardano con estrema preoccupazione all’evolversi di questa vertenza. Il diffondersi di contratti che se è vero che convengono ai datori di lavoro, di certo non garantiscono i lavoratori, devono essere immediatamente arginati, non per spirito di primato, ma perché sono e rimangono l’ultimo baluardo a difesa dei diritti dei lavoratori


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