Si svolgerà lunedì alle 17,30, nel salone Giovanni Paolo II del centro convegni del Santuario di Siracusa, l’incontro organizzato dalla lista Lealtà e Condivisione X Siracusa – Giovanni Randazzo sindaco con la scuola di Architettura.
Attiva a Siracusa dal 1997 – come risultato di un accordo tra Università di Catania, Comune di Siracusa e Provincia Regionale di Siracusa – la scuola di Architettura, che ha sede in Ortigia nell’edificio della ex caserma Abela, è una realtà forse sommessa, ma vivace e riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale. Conoscere questa realtà nell’ottica della sua difesa e di una migliore integrazione con la città e il suo territorio è l’obiettivo per cui il candidato sindaco Giovanni Randazzo ha voluto organizzare un incontro con docenti, allievi ed ex allievi della scuola.
“La Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Catania è uno dei punti di forza della città, che però ad oggi non ha espresso il proprio potenziale in termini di integrazione con la città e di partecipazione ai suoi processi di programmazione, sviluppo e trasformazione”. Sono queste le parole di Giovanni Randazzo.
“Anzi – prosegue il candidato sindaco – negli ultimi tempi, lo sviluppo turistico di Ortigia, con il conseguente aumento dei prezzi delle locazioni, ha scoraggiato la residenzialità studentesca nel centro storico, contribuendo da un lato alla diminuzione delle iscrizioni e dall’altro all’assottigliamento, nello stesso centro storico, di un segmento di popolazione residente portatore di vitalità culturale e di carica innovativa”.
Tra i partecipanti all’incontro anche Caterina Carocci, docente di restauro e candidata nella lista Lealtà e Condivisione X Siracusa che dichiara: “è necessario che l’Amministrazione Comunale riconosca ed esalti la presenza, il ruolo, e l’importanza della scuola di Architettura. Quest’ultima è, a mio avviso, un bacino inesauribile di riflessione culturale e di energie di cui la città ha profondamente bisogno.Riconoscere il valore della presenza universitaria, favorendo la costruzione di un legame tra la cultura che questa diffonde e la comunità locale, può costituire un tassello della visione della città plurale”.
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