Riceviamo e pubblichiamo una lettera da un nostro lettore, Filippo Festa, in merito ai problemi al centro di smistamento di Poste italiane.
“Da circa 15 giorni si è verificata un’impennata del ritardi nella consegna della posta in molte zone della città. Alcune raccomandate sono ferme “In lavorazione presso il centro operativo postale” da più di 15 giorni con evidenti disagi per i cittadini. Ho assistito alla testimonianza di persone in attesa chi della Patente di Guida, chi del Documento d’Identità, chi (come me) della carta bancomat in sostituzione di quella smarrita, sin dal 5 giugno 2019. Quando si chiama il centralino delle poste per l’apertura di una segnalazione, si riceve l’avviso che la lavorazione della stessa può impiegare fino a 45 giorni lavorativi.
Ci sono persone in attesa di documenti essenziali alla vita giornaliera e devono sentirsi dire che una raccomandata che ha viaggiato per 3 giorni lungo tutta la penisola potrebbe impiegare fino a 45 giorni per essere sbloccata dal centro di smistamento cittadino. Una testimonianza di un portalettere afferma che questi ritardi sono solo l’inizio di un disservizio che potrebbe protrarsi a lungo a causa di una riduzione del personale addetto alla consegna. Sembra infatti che le Poste Italiane si stiano focalizzando più sui servizi bancari a discapito del loro servizio originale da cui prendono il nome, quello postale. Al Centro Operativo Postale di Siracusa invece affermano che il disservizio è dovuto a un “nuovo progetto” che sta riscontrando giusto “qualche” problema in fase di esecuzione.
Nella mia esperienza personale, quando mi sono recato al Centro di Smistamento di Siracusa di Viale Santa Panagia 109, ho assistito al non plus ultra della mancanza sia in termini di sicurezza che di organizzazione per la clientela. Il cancello principale non pedonale è aperto lasciando che chiunque possa entrare nella zona di sosta dei mezzi, non vi è alcun cartello con gli orari di apertura al pubblico ne segnaletica su quale siano gli ingressi preposti all’utenza che deve ritirare qualcosa o effettuare una ricerca. Se si entra fuori dagli orari di apertura al pubblico si può arrivare a passeggiare fra i casellari dei portalettere quasi indisturbati, con facile accesso a lettere e pacchi che devono essere ancora consegnati.
Uscito dal Centro di Smistamento per recarmi alla mia auto assisto all’ultima scena che tanto fa capire il livello di serietà con cui uno dei servizi più importanti ed antichi del mondo è gestito nella nostra penisola ed in particolare nella nostra città: un portalettere in sella al suo scooter parte a tutta velocità dalla zona di sosta dei mezzi, passa il cancello e si dirige verso il semaforo. Il bauletto posteriore, pieno di posta e pacchetti di piccole dimensioni, è dimenticato completamente aperto, con la parte superiore alzata che sbatte per il vento. Neppure il tempo di pensare come potrei avvisare il portalettere che vedo quello che non dovrebbe mai accadere. Un pacchetto, indirizzato a una signora in Viale Teocrito, finisce al suolo, col portalettere che svolta e imbocca strada principale. Se non avessi assistito io alla scena sarebbe rimasto al suolo in balia delle auto o di un passante che avrebbe potuto prenderlo e rubarlo. Quando l’ho restituito all’addetto del Centro di Smistamento, non è trasparito in lui alcun disagio, alcun dissenso o rabbia per quanto accaduto.
È come se perdere la posta fosse una cosa del tutto normale, come se non ricevere la cartolina di un caro lontano per mancanza di professionalità non fosse importante, come se recapitare le bollette in tempo per evitare di incorrere in more non costasse nulla, come se non ricevere il proprio documento d’identità non causasse alcun disagio. E noi aspettiamo invano le nostre lettere. E noi paghiamo”.
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