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Siracusa capitale della cultura: si è tenuto ieri il “Tavolo per il futuro” con le categorie produttive

La giunta municipale ha deliberato l’altro ieri la partecipazione di Siracusa al bando per Capitale europea della cultura 2019. L’annuncio è stato dato stamattina nel corso dell’incontro convocato dal sindaco, Giancarlo Garozzo, con i Tavolo tecnico per il futuro, al quale hanno partecipato, per il Comune, gli assessori alle Politiche culturali, Alessio Lo Giudice, all’Urbanistica, Paolo Giansiracusa, e alle Attività produttive, Fabio Moschella.

La candidatura di Siracusa e del Sudest al prestigioso concorso, dunque, dall’altro ieri ha anche una veste formale che impegna l’Amministrazione e gli altri comuni aderenti al progetto, appartenenti a 3 province, a presentare il dossier entro la scadenza del 20 settembre. Il tema scelto è “Frontiere di oriente” e l’appuntamento di ieri mattina è stato fissato per un maggiore coinvolgimento delle categorie produttive a dare un contributo di idee che rafforzi la proposta.

A qualificare a nostra partecipazione – ha detto l’assessore Lo Giudice – è l’adesione di tutti i siti Unisco del Sudest, che ci consente di rappresentare una vasta area della Sicilia. La candidatura è, innanzitutto, una sfida che lanciamo a noi stessi perché voglia far compiere al territorio un deciso salto di qualità, convinti come siamo che abbiamo tutte le potenzialità per riuscirci. Il dossier che presenteremo dovrà contenere idee di iniziative culturali ma anche soluzioni infrastrutturali per riuscire ad accogliere nel modo migliore il flusso di visitatori, e in questo senso il lavoro si sta concretizzando in una ricognizione che ci sta facendo prendere coscienza della nostre potenzialità”.

Giuseppe Di Guardo e Luigi Minozzi, dell’Ufficio programmi complessi del Comune, si sono soffermati sull’importanza di investire sull’innovazione tecnologica, per mettere a sistema la città e l’area circostante, e sul senso del tema scelto: la frontiera intesa come luogo incontro tra i popoli, come confine d’Europa verso l’Oriente e come sede di contaminazione culturale.

Per l’assessore Moschella “la candidatura di Siracusa è una forma di reazione alla pesante crisi economica che stiamo vivendo. Vincere questa sfida, oltre a rilanciarci in Europa, significa produrre effetti positivi impressionanti anche in termini sociali. L’esperienza di altre città simili alla nostra, che sono state Capitali europee della cultura, ci dice che possiamo modificare gli asset economici e produttivi per un lungo periodo di tempo”.

Per l’assessore Giansiracusa, “con la delibera dell’altro ieri della Giunta è finito il tempo della finzione. L’impegno – ha proseguito – deve essere forte perché è facile candidarsi quando si è al centro d’Europa, più difficile quando si è in periferia. Ma il Sudest ha dei tesori e delle potenzialità di cui forse non siamo pienamente coscienti e che adesso bisogna portare all’esterno, farle conoscere, anche attraverso il coinvolgimento delle università e dei musei, e farle diventare opportunità di investimento. È stato messo in moto l’inizio di un cambiamento”.

Al dibattito sono intervenuti: Pippo Gianninoto (Camera di commercio), Arturo Languanti (Confesercenti), Ernesto Castaldi (Capitaneria di porto), Liliana Gissara (Italia Nostra), Francesco Tabacco (Ordine degli ingegneri), Rosario Sapienza (The Hub), Paolo Tuttoilmondo (Legambiente), Sebi Bongiovanni (Consorzio Siracusa Turismo) e Lilia Cannarella (Ordine degli architetti)

 


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