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Siracusa, Caravaggio: interrogazione al ministro dell’Interno e Beni culturali

L'interrogazione a firma del deputato Carmelo Miceli

Il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio deve restare a Siracusa, dove dovrà essere effettuato il restauro per una definitiva collazione dell’opera nel suo luogo naturale, la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro alla Borgata”.

Queste le dichiarazione dei coordinatori regionali di base riformista del Partito democratico, Carmelo Miceli, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno e al ministro per i Beni e le Attività culturali, e Paolo Amenta, vice presidente di AnciSicilia e responsabile dei riformisti democratici per la provincia di Siracusa.

Secondo i due esponenti politici, che hanno raccolto l’allarme lanciato in questi giorni con una petizione indirizzata ai due ministri, dell’Interno e dei Beni culturali, da centinai  intellettuali, artisti, accademici, esperti d’arte ed esponenti della società civile siciliana, “Il Seppellimento di Santa Lucia”, allo stato attuale esposto nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, in piazza Duomo, dov’è visto da migliaia di visitatori e turisti provenienti da tutto il mondo, a causa della sua fragilità non è in grado di essere spostato e la decisione di trasportato al museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Mart), ne minaccia “severamente” l’integrità.

L’opera del Caravaggio, di inestimabile valore storico, religioso, artistico e culturale, come ribadiscono Carmelo Miceli e Paolo Amenta, e come riportato dal parlamentare di base riformista del Partito Democratico nella sua interrogazione ai ministri dell’Interno e dei Beni culturali, deve restare a Siracusa, presentando “delicatissime condizioni di conservazione”, e senza dimenticare che “negli ultimi cinquanta anni è stata oggetto di peregrinazioni, viaggi continui per esposizioni varie, per restauri scientifici e cure manutentive nel timore che possa, ancora una volta, essere costretta a viaggiare come fosse una cesta di limoni, in casse e controcasse grandi, poste di traverso all’interno di un tir verosimilmente sprovvisto di climatizzazione adeguata. Il tutto per affrontare migliaia e migliaia di chilometri, su tracciati stradali di ogni genere, tra sobbalzi, vibrazioni e brusche variazioni di temperatura”.

La volontà di trasferire l’opera del Caravaggio, sottolineano ancora i coordinatori di base riformista Pd nell’interrogazione di Miceli, “è stata confermata durante una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi a Siracusa alla presenza, del presidente del Mart Vittorio Sgarbi, dell’assessore comunale Fabio Granata e dell’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà. In assenza di una posizione ufficiale, secondo discordanti notizie, per la concessione dell’opera, il Mart avrebbe offerto 350mila euro, necessari per le operazioni di trasporto, per un intervento conservativo, per l’istallazione di una teca climatizzata ed antieffrazione e per la realizzazione di una copia fedele del dipinto, ma, secondo altre indiscrezioni a mezzo stampa, l’opera necessiterebbe soltanto di piccoli interventi e la teca non sarebbe essenziale. In attesa dei pareri della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali di Siracusa e della Arcidiocesi di Siracusa, l’Istituto centrale per il restauro (Icr) ha eseguito un primo sopralluogo da cui sarebbe emerso che «il quadro è trasportabile, che gode di uno stato di conservazione che è stato definito “discreto”, ma richiede manutenzione: questa manutenzione si dovrà fare nel laboratorio di restauro di Roma, perché solo lì sono presenti gli strumenti e le professionalità che consentono l’intervento””.

I coordinatori siciliani di Base Riformista del PD, Carmelo Miceli e Paolo Amenta, dando voce ai firmatari delle petizione, ritengono invece che si debbano attivare tutte le iniziative necessarie alla musealizzazione del dipinto nel suo luogo deputato, la città di Siracusa, vietando ogni forma di spostamento e di prestito. E al fine della definizione della proprietà si metta in atto al più presto quanto previsto dalla deliberazione del 3 luglio 2017 (n. 8/2017/G) della Corte dei Conti.

Da queste considerazione, conclude la sua interrogazione Carmelo Miceli, “ferma la bontà della prassi del prestito delle opere d’arte al fine di una maggiore e migliore fruizione delle stesse, deve essere preventivamente e prioritariamente assicurata con le necessarie garanzie la salvaguardia dell’opera scongiurando eventuali, possibili danneggiamenti che ne compromettano irrimediabilmente l’integrità ed il valore”, per cui quali si chiede ai due esponenti del Governo, “quali iniziative urgenti di propria competenza intendano assumere per garantire la tutela dell’opera – se del caso impedendone il prestito e lo spostamento – l’integrale restauro in loco e la definitiva collocazione presso la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro di Siracusa”.


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