Il rischio che Siracusa Calcio – Casertana si giochi a porte chiuse è tutt’altro che remoto. Anzi, al momento appare un’ipotesi abbastanza concreta.
Fino a ieri sera, mercoledì, nessuna traccia della prevendita dei tagliandi per la partita del De Simone. Il motivo, per quanto filtra dall’ambiente azzurro, è tanto semplice quanto allarmante: nelle casse della società mancherebbe la liquidità necessaria per sostenere i costi minimi richiesti per disputare una gara con il pubblico. Parliamo di una cifra relativamente contenuta, ma indispensabile per coprire le spese di steward, Vigili del Fuoco, servizi di pulizia e tutte le altre voci legate alla sicurezza dell’evento.
Se entro oggi non dovessero arrivare novità, le porte chiuse diventerebbero di fatto una quasi certezza. Tutto resta legato a un possibile intervento del presidente Ricci che, però, da metà della settimana scorsa non è più in città. In questi giorni si è limitato a dichiarazioni rilasciate a testate ed emittenti locali, senza che alle parole sia seguito alcun riscontro concreto.
“Senza soldi non si canta messa”, recita un vecchio adagio. E in questo caso, senza risorse, si rischia addirittura di non giocare davanti al proprio pubblico. Una situazione che, qualora si concretizzasse, rappresenterebbe l’ennesimo duro colpo per l’immagine del club, già segnata dalle recenti vicende societarie.
Le conseguenze, però, sarebbero anche sportive. Un ulteriore handicap per mister Marco Turati, il suo staff e i giocatori, che fin qui hanno continuato ad allenarsi con professionalità nonostante le difficoltà e l’imminente penalizzazione che verrà inflitta oggi dal Tribunale Federale Nazionale.
A pagare il prezzo più alto, come spesso accade, sarebbero anche i tifosi: gli abbonati, privati di una partita già acquistata, e le circa 1.500-1.800 presenze abituali che, insieme, portano il “De Simone” a superare quota 3.000 spettatori. Un patrimonio di passione che rischia di restare fuori dai cancelli, vittima di una crisi che ormai non è più solo sportiva, ma strutturale.
