fbpx

Siracusa, caso Scieri. L’avvocato Furnari: “emerse nuove ferite sul corpo di Emanuele”

A luglio è stata fissata l'udienza preliminare dalla Procura militare di Roma

Tre. O cinque. Cambia il numero degli indagati, ma l’epilogo di quella notte del 13 agosto del 1999, all’interno della caserma Gamerra di Pisa, non varia purtroppo: Emanuele Scieri fu ucciso con violenza. Questa l’ipotesi sulla quale convergono le indagini portate avanti dalla Procura militare di Roma e dalla Procura di Pisa.

Quest’ultima, prima ad aprire le indagini, ha chiuso di recente il caso con cinque indagati: Alessandro Panella, già caporale dell’esercito in congedo, Luigi Zabara, già caporale dell’esercito in congedo, e Andrea Antico, caporal maggiore capo scelto dell’esercito in servizio, Enrico Celentano, generale pensione, e l’ex ufficiale Salvatore Romondia. Una decisione in parziale contrasto con quanto emerso dalla Procura militare di Roma, che ha iscritto nel registro degli solo Antico, Panella e Zabara.

“Un conflitto di giurisdizione che dovrà essere risolto. Però – spiega Alessandra Furnari, avvocato della mamma di Scieri – per quanto riguarda la ricostruzione del fatto storico e quindi per quanto riguarda le responsabilità connesse direttamente alla morte di Lele, non cambia nulla tra le indagini portate avanti dalla Procura militare e dalla Procura di Pisa”.

Infatti i tre accusati di omicidio rimangono, in entrambi i casi, Antico, Panella e Zabara mentre gli altri due sono stati accusati di favoreggiamento. Tantissime le ferite trovate sul corpo di Lele, anche dopo la seconda autopsia che ha permesso di distinguere le ferite prima della caduta, che sarebbe frutto di violenza e prevaricazioni, e quelle che potrebbero essere compatibili con la caduta.

Una verità, un’altra verità che, emersa dopo oltre 20 anni, non può che fare male alla famiglia Scieri: “La mamma, il fratello e gli amici hanno sempre saputo che quel 13 agosto Lele non era caduto casualmente – conclude Furnari – e venire a conoscenza di alcuni dettagli sta facendo ancora più male”. A luglio è stata fissata l’udienza preliminare dalla Procura militare di Roma.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo