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Siracusa, Cavallaro: “Programmazione estiva in ritardo, cartellone approvato ad agosto”

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Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Paolo Cavallaro

Siracusa arriva a metà agosto senza una vera programmazione culturale estiva diffusa sul territorio. È la denuncia del consigliere comunale Paolo Cavallaro, che torna a criticare l’Amministrazione comunale sul tema degli eventi estivi, dopo averlo già sollevato in Consiglio comunale durante la presentazione della relazione annuale del Sindaco.

“La programmazione estiva di una città come Siracusa – afferma Cavallaro – non può essere rappresentata quasi esclusivamente dalla stagione dell’INDA e dagli eventi organizzati autonomamente dai privati”. Il consigliere riconosce il valore dell’Istituto Nazionale del Drammatico Antico, “patrimonio straordinario che richiama pubblico da ogni parte d’Italia e del mondo – ma sottolinea che – non può esaurire l’offerta culturale e di intrattenimento di un’intera estate”.

Secondo Cavallaro, Siracusa dovrebbe offrire “musica, teatro, cinema all’aperto, spettacoli per bambini, presentazioni di libri e piccoli eventi nelle piazze e nei quartieri”, non soltanto in Ortigia ma anche alla Borgata, ad Akradina, alla Pizzuta, a Grottasanta, a Cassibile e nelle contrade balneari. Il consigliere riconosce l’iniziativa in corso all’Arenella, ma segnala “il vuoto di una programmazione comunale organica e diffusa sul territorio” nel resto della città.

Al centro delle critiche c’è la tempistica. Il Comune aveva pubblicato ad aprile una manifestazione di interesse per raccogliere proposte di eventi culturali, artistici e ricreativi per il 2026, e il Sindaco aveva assicurato in Consiglio comunale che gli eventi si sarebbero svolti nei mesi di agosto e settembre. Solo il 3 agosto, però, la Giunta comunale ha approvato il cartellone “Estate Aretusea 2026”.

“Una programmazione estiva approvata ad agosto è, per definizione, una programmazione tardiva – sottolinea Cavallaro, evidenziando come il cartellone presenti «pochi appuntamenti, concentrati prevalentemente in alcune zone della città”.

Il consigliere richiama anche una responsabilità politica diretta: “Il sindaco ha scelto di mantenere personalmente la delega alla Cultura. È stata una sua scelta e proprio per questo era legittimo attendersi una programmazione particolarmente attenta, tempestiva e ambiziosa”.

Cavallaro cita anche l’esempio dei territori limitrofi: “Noto, Avola, Canicattini Bagni e Palazzolo Acreide hanno reso pubblici cartelloni estivi articolati, con musica, spettacoli, cultura e iniziative distribuite nel corso della stagione”. Una situazione che, secondo il consigliere, costringe i siracusani a spostarsi in altri comuni o fino a Catania anche per un semplice film all’aperto.

Il consigliere solleva inoltre un’altra criticità: associazioni e cittadini avrebbero presentato al Comune proposte per iniziative estive, “mettendo a disposizione idee, tempo, competenze ed entusiasmo”, rimaste in alcuni casi “prive persino di un piccolo contributo”. “Una pubblica amministrazione dovrebbe fare esattamente il contrario: cercare queste energie, incoraggiarle, metterle in rete e, quando le proposte sono valide, sostenerle per quanto possibile”, afferma Cavallaro.

Il consigliere collega la questione anche alla candidatura di Siracusa a Capitale europea della cultura nel 2033: “È un obiettivo ambizioso che deve però cominciare dalla capacità di far vivere culturalmente la città oggi». E conclude: «La cultura e l’intrattenimento non si improvvisano ad agosto. Si programmano per tempo. L’estate non può essere organizzata quando l’estate è già quasi finita. Siracusa merita una città viva, non un calendario dell’ultimo momento”

Oriana Gionfriddo

Oriana Gionfriddo

Giornalista pubblicista dal 2018, laureata in Sociologia con un master in Social Media al Sole 24 Ore. In redazione dal 2020, racconta il sociale e le storie del territorio ed è specializzata…

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