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Cultura 2 giugno

Siracusa celebra gli 80 anni della Repubblica e dell’Aeronautica Militare: all’Idroscalo il viaggio nella storia degli Aviatori d’Italia

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Celebrata all’Idroscalo di Siracusa, il 31 maggio 2026, la ricorrenza della storia degli Aviatori in occasione della festa del 2 giugno 2026, che ha segnato gli ottant’anni della nostra Repubblica: un cammino che ha trasformato l’Italia, le sue istituzioni, il ruolo delle Forze Armate e il volto dell’Arma Azzurra. Il tema dell’incontro, organizzato dall’Associazione Arma Aeronautica, è stato “1946–2026. Dalla Regia Aeronautica all’Aeronautica Militare: Ottant’anni di Repubblica e di servizio al Paese”.

Ha introdotto il tema il presidente dell’Associazione, colonnello Giovanni Girmena. E’ stato celebrato un anniversario che appartiene alla storia dell’Aeronautica Militare ed alla Repubblica stessa. Ottant’anni: che abbracciano generazioni, trasformazioni, conquiste, sacrifici di un Paese che, uscito dalle macerie della guerra, ha saputo ricostruire se stesso e la propria identità democratica.

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“La nostra Aeronautica ha accompagnato questo cammino con discrezione, professionalità e dedizione. Un viaggio lungo ottant’anni, che attraversa la storia di migliaia di donne e uomini che hanno scelto di servire il Paese guardando il cielo. Un tempo di rinascite, conquiste, sacrifici, trasformazioni. Ottant’anni di un popolo uscito dalla guerra, che ha saputo ricostruire se stesso e la propria identità democratica. La nostra Aeronautica Militare ha camminato accanto alla Repubblica, condividendone i valori, proteggendone la libertà, interpretandone lo spirito più profondo”, ha spiegato Girmena.

“Il compito di farci rivivere questo viaggio storico della nostra Aeronautica lo abbiamo assegnato al nostro vicepresidente, il lg.ten Antonio Licitra.” “Il 1946 fu l’anno in cui l’Italia scelse la libertà, il 2 giugno 1946. L’Italia di allora era un Paese ferito, stanco, ma vivo e si esprimeva con il voto libero, universale, aperto anche alle donne. Sceglieva la Repubblica. Fu un atto di coraggio collettivo per lasciarsi alle spalle un passato di dittatura e di guerra, per abbracciare un futuro di libertà, dignità della persona, di partecipazione democratica. Anche la Regia Aeronautica cambiava volto e diventava Aeronautica Militare. Fu un atto di rinascita morale, la promessa di essere una Forza Armata della Repubblica, al servizio dei cittadini, delle istituzioni, della Costituzione nascente. Il 2 giugno 1946, si votò anche L’Assemblea costituente; i deputati con il compito di scrivere la nuova Costituzione. Il 1° gennaio 1948, entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. Un progetto di società, un patto morale tra lo Stato e i cittadini”, ha spiegato Licitra.

Va ricordato che la Costituzione introdusse diritti e principi rivoluzionari per l’epoca: la sovranità popolare, la centralità della persona e dei suoi diritti inviolabili; la libertà di pensiero, di parola, di associazione; la parità tra uomini e donne; la tutela del lavoro come fondamento della Repubblica; il ripudio della guerra come strumento di offesa; il ruolo delle Forze Armate come strumento di difesa della Patria e delle istituzioni democratiche. Questi valori guidarono la ricostruzione del Paese e la trasformazione dell’Aeronautica Militare: difendere il Paese, garantire la sicurezza dei cittadini, operare per la pace e la cooperazione internazionale.

Un inizio fondato sulla responsabilità, sulla legalità repubblicana e su un rinnovato rapporto di fiducia con la società italiana. Bisogna parlare di ottant’anni di trasformazioni profonde per l’Aeronautica: la ricostruzione delle infrastrutture e delle capacità operative; l’ingresso nell’era del jet e la modernizzazione tecnologica; la partecipazione alle missioni internazionali; la professionalizzazione del personale; l’affermazione nel dominio aerospaziale e nelle nuove frontiere della sicurezza.

“È una storia di uomini e donne che hanno servito e servono il Paese con dedizione, competenza e spirito di sacrificio, unendo tradizione e innovazione, memoria e futuro, identità nazionale e cooperazione internazionale. Questo incontro del 31 maggio ha lo scopo di far comprendere come l’Aeronautica Militare abbia contribuito alla costruzione della Repubblica, come abbia saputo evolversi insieme alla società italiana, come continui a essere un presidio di sicurezza, un motore di innovazione, un punto di riferimento per le generazioni presenti e future. Significa riconoscere un patrimonio di valori e di competenze che appartiene a tutti. Significa guardare alla storia per capire il presente e preparare il futuro. Conoscere che il dominio aerospaziale e i nuovi valori della sicurezza non riguardano solo lo spazio fisico, ma anche quello digitale, informativo, orbitale”, spiega Licitra. Va detto che l’Aeronautica Militare è impegnata 24 ore su 24 nella difesa dello spazio aereo, nel supporto alle emergenze nazionali.

Opera nei cieli del Mediterraneo, nelle missioni NATO, nelle attività di deterrenza e sicurezza collettiva.

“La crisi internazionale che stiamo vivendo ci ricorda una verità semplice: la pace non è mai scontata. La sicurezza non è mai garantita una volta per tutte. La libertà va protetta, ogni giorno”, ha affermato Licitra.

L’Aeronautica Militare è uno dei pilastri di questa protezione. Il nuovo millennio ha portato nuove sfide: la cybersicurezza, lo spazio extra-atmosferico, la protezione delle infrastrutture critiche, la gestione delle emergenze. Durante la pandemia, nei terremoti, nelle evacuazioni umanitarie, l’Aeronautica ha dimostrato ancora una volta di essere una risorsa indispensabile per il Paese. La storia dell’Aeronautica Militare è inseparabile dalla storia della Repubblica. È fatta di libertà riconquistata, di diritti affermati, di responsabilità condivisa. La Costituzione non è solo un documento: è il riferimento che guida le scelte, le missioni, la formazione del personale. È il motivo per cui ogni donna e ogni uomo in uniforme sa che il proprio servizio non è solo un dovere, ma un contributo alla democrazia.

Ottant’anni dopo il 1946, possiamo dire che l’Aeronautica Militare ha pienamente interpretato il proprio ruolo: difendere la Repubblica, proteggere i cittadini, sostenere la pace, promuovere i valori democratici. È una storia che continua, che guarda al futuro, che appartiene a tutti noi. La Sicilia ha un ruolo speciale nella storia dell’Aeronautica Militare, che nasce dalla sua posizione strategica, ma che si radica soprattutto nelle persone. La Sicilia, terra di aviatori, ha dato all’Arma Azzurra piloti, tecnici, specialisti, comandanti, uomini e donne, che hanno servito il Paese con onore, coraggio, determinazione, senso del dovere, amore per la patria. La Sicilia è stata ed è tuttora un punto nevralgico per la sicurezza nazionale e internazionale. Le sue basi, i suoi reparti, le sue infrastrutture hanno garantito per decenni: il controllo dello spazio aereo, la sorveglianza del Mediterraneo, il supporto alle missioni internazionali, il soccorso e il trasporto sanitario. La Sicilia è una terra di valori che conosce il valore della memoria, della tradizione, dell’identità. Stessi valori che animano l’Associazione Arma Aeronautica – Aviatori d’Italia. In questo percorso, la nostra Associazione ha un compito prezioso: custodire la memoria, trasmettere i valori, mantenere vivo lo spirito di appartenenza, siamo una comunità di persone che hanno servito il Paese in uniforme e che continuano a servirlo nella vita civile. Siamo testimoni della storia dell’Arma Azzurra e promotori della sua cultura. Siamo un ponte tra generazioni, tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione”, conclude Licitra.

Ottant’anni fa l’Italia scelse la Repubblica e oggi si celebra quella scelta come un patrimonio comune, come una responsabilità condivisa, come un’eredità che unisce. La Repubblica vive attraverso le sue istituzioni, i suoi cittadini, le sue Forze Armate. E vive anche attraverso gli Aviatori d’Italia, che continuano a testimoniare i valori di disciplina, lealtà, spirito di servizio, amore per il Paese. Che questo anniversario sia un invito a custodire ciò che è stato ricevuto e a costruire ciò che ancora si deve diventare.

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Oriana Gionfriddo

Oriana Gionfriddo

Giornalista pubblicista dal 2018, laureata in Sociologia con un master in Social Media al Sole 24 Ore. In redazione dal 2020, racconta il sociale e le storie del territorio ed è specializzata…

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