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Siracusa, Cittadella dello Sport: un consulente di Milano per valutare i lavori svolti dal C.C. Ortigia

Questo l’ultimo provvisorio capitolo della querelle che dalla fine della scorsa estate vede scontrarsi il Comune di Siracusa e il sodalizio biancoverde sulla gestione della Cittadella dello Sport

Toccherà a un consulente del Tribunale, architetto iscritto all’Ordine di Milano, valutare gli eventuali lavori svolti dal Circolo Canottieri Ortigia, stimandoli sia dal punto di vista economico, sia da quello tecnico. Questo l’ultimo provvisorio capitolo della querelle che dalla fine della scorsa estate vede scontrarsi il Comune di Siracusa e il sodalizio biancoverde sulla gestione della Cittadella dello Sport. L’amministrazione a ottobre 2020 ha chiesto indietro gli impianti al gestore, lamentando il mancato rispetto degli accordi stipulati per la gestione quindicinale del più importante centro sportivo cittadino. Il Comune, infatti, sostiene di dover ottenere dalla società di Pallanuoto circa 700mila euro.

A tanto ammonterebbero le utenze che avrebbe dovuto pagare il gestore ma che invece si sarebbe accollato l’ente. Di contro l’Ortigia ritiene che a essere inadempiente sia stato il Comune, in quanto per ripristinare gli impianti sarebbero stati effettuati lavori straordinari ben più importanti rispetto a quelli preventivati nell’accordo tra le parti. Si è arrivati così a un lungo scontro a colpi di carte bollate finito tra le aule giudiziarie con l’Ortigia che, proprio per far valere la propria tesi, ha chiesto la nomina di un consulente tecnico d’ufficio che valuti i lavori. Prossima udienza a febbraio.

Dal canto proprio l’amministrazione comunale con una nota ufficiale fa sapere che nell’ambito del contenzioso sulla gestione della Cittadella dello Sport, “il Tribunale di Siracusa ha respinto in sede di reclamo le richieste istruttorie dell’ex concessionario Ortigia Siracusa tendenti a dimostrare presunti errori di natura tecnica ed amministrativa in sede di affidamento e successiva contrattualizzazione. Il Tribunale ha invece disposto, sempre in via istruttoria ed a prescindere dalle ragioni di merito sostenute da entrambe le parti in causa, accertamento tecnico finalizzato ad individuare quantità e qualità delle opere che lo stesso concessionario afferma di avere eseguito in corso di convenzione.
Tale accertamento, da concludersi nel termine di 90 giorni, è stato demandato ad un consulente tecnico iscritto all’albo dei Periti del Tribunale di Milano. La riconsegna dell’impianto, alla luce del superiore incombente, sarà quindi posticipata.”


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