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Siracusa, code al Cup dell’ospedale Rizza. Assembramenti per prenotare una visita

Sono spesso persone anziane che si recano proprio al viale Epipoli, aspettano per oltre un’ora cercando di conquistare un pezzetto di posto su quelle due panchine. Anche se condividerla con qualcun altro diventa l’unica soluzione per riposarsi in attesa del proprio turno

“Per cambio medico di base da questa parte” – urla gesticolando un uomo davanti la porta d’ingresso del Centro unico per le prenotazioni dell’Asp, che si trova in uno dei palazzetti dell’ospedale Rizza di viale Epipoli.

“No signora, lei per il momento rimanga lì” – continua l’uomo. E così la donna torna indietro, si siede sulla panchina mentre un piccolo gruppo di persone avanza verso l’ingresso.

E’ una scena di ordinaria vita quotidiana anche in tempi di Covid quella a cui ogni giorni si assiste al Cup che da via Brenta è stato recentemente spostato al Rizza. Gli utenti per poter accedere alla struttura si vedono costretti a fare un doppio passaggio che crea facilmente promiscuità. Prima bisogna andare all’ingresso dove un addetto consegna i numeri in base alle esigenze, spiegate le quali e, ottenuto il numeretto, tornare indietro a sedersi cercando di mantenere (anche se a discrezione propria) la distanza l’uno dall’altro, seppure gli spazi siano limitati e solo due le panchine.

“Non esistono le distanze” – dice una signora, la quale non manca però di fare anche autocritica – “Forse è anche colpa nostra, magari stiamo poco attenti. Però non ci sono le condizioni e nessuno controlla”.

Sono spesso persone anziane che si recano proprio al viale Epipoli, aspettano per oltre un’ora cercando di conquistare un pezzetto di posto su quelle due panchine. Anche se condividerla con qualcun altro diventa l’unica soluzione per riposarsi in attesa del proprio turno.

“Evidentemente – commenta Alfredo Foti, ex assessore comunale – qualcuno non ha ritenuto di predisporre per i numerosi nostri concittadini che si recano per ottenere dei servizi e prestazioni  indispensabili, dei locali idonei alle lunghe attese. Di fatto essendo la hall inadatta, si è costretti ad attendere all’aperto, sotto gli alberi, sebbene ancora il clima lo consenta, è necessario pensare immediatamente ad una soluzione più confortevole in prospettiva dell’inverno per non lasciare all’addiaccio ed alle intemperie i nostri concittadini”.

Un’eventuale prenotazione online sembra un miraggio lontano per utenti non educati al web. “Non uso Internet, quindi per me questo è, e sarebbe sempre, l’unico modo” – dice un’altra donna.

Vero è che se da un lato ancora il mondo dell’online per qualcuno è oscuro, dall’altro sarebbe anche compito delle autorità sanitarie educare il cittadino ad usare i mezzi Internet. Cosa che però al momento non esiste, tanto che l’invito a recarsi allo sportello viene direttamente dai dipendenti dell’Asp i quali, in difficoltà perchè sotto organico, non riescono a smaltire la mole del lavoro virtuale.

Adesso, anche quando in tempi di Covid evitare le code è necessario.


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