L’ex ospedale psichiatrico di Siracusa è al centro dell’attenzione del consigliere di quartiere Tiche Fabio Fazzina, trattandosi di una struttura – da troppo tempo fatiscente e non riqualificata a detta del consigliere – che insiste proprio sul territorio della Circoscrizione Tiche, come segnala nella sua nota Fazzina:
“La radicale riforma della psichiatria in Italia, fortemente voluta da Franco Basaglia e concretizzata con la legge n. 180 del 1978 – meglio nota come “legge Basaglia” – ha portato alla definitiva chiusura dei manicomi ed alla conseguente dismissione di molti edifici utilizzati fino allora per il ricovero dei malati di mente.
Il superamento degli ospedali psichiatrici, per anni simbolo di segregazione e annullamento della dignità di donne e uomini affetti da disagio mentale, ha prodotto anche a Siracusa la chiusura dell’Ospedale Neuro Psichiatrico della Pizzuta.
Collocata nel cuore del quartiere Tiche – fra v.le Scala Greca e Traversa La Pizzuta – nelle poche strutture oggi parzialmente ristrutturate, questa vastissima area di proprietà dell’A.S.P. di Siracusa ospita solo alcuni ambulatori ed uffici sanitari; il resto è stato lasciato al degrado e all’incuria, con decine di padiglioni ormai fatiscenti ed immensi spazi inutilizzati, compreso un campo di calcio regolamentare ormai sommerso dalla sterpaglia. (Clicca qui per visualizzare il dossier fotografico di Fazzina, ndr).
A più di trent’anni dalla rivoluzione psichiatrica di Franco Basaglia, pensare alla rinascita ed alla riqualificazione dell’intero comprensorio dell’ ex Onp di Siracusa, non può essere solo un’utopia ma deve rappresentare un obiettivo concreto, che impegni le forze migliori e lungimiranti per restituire alla fruizione pubblica un pezzo dimenticato di città.
Il nostro modello di riferimento – dove questa esemplare idea di riconversione dei luoghi è già realtà e ha generato frutti straordinari – è il “Parco di San Giovanni” a Trieste, in origine sede del manicomio civico ed oggi trasformato in centro di sperimentazione, in cui convivono strutture sanitarie e scolastiche, dipartimenti universitari e musei, spazi teatrali e laboratori per i bambini e i giovani.
Tutto passa, però, dalla necessaria collaborazione tra l’ente proprietario, l’Asp, ed i soggetti istituzionali: Asp, Comune, Provincia e Università potrebbero, infatti, lavorare in sinergia – con il sostegno della Regione Siciliana – per recuperare il patrimonio immobiliare esistente e realizzare una vera e propria “Cittadella polifunzionale”, dove i locali ristrutturati, tutti a pianterreno e quindi facilmente accessibili anche ai disabili, potrebbero ospitare – per esempio – uffici pubblici, associazioni del volontariato sociale, il centro anziani, la sede del quartiere, le aule e gli uffici universitari, e dove si potrebbe ricavare un grandissimo parco giochi per bambini e famiglie, attrezzare spazi per feste, concerti, incontri e rendere nuovamente agibile il campo di calcio per “aprire fisicamente” a tutti i siracusani un luogo simbolo di ritrovata dignità”.
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