Siracusa, il comitato “Scuole Sicure” lancia un appello ai genitori: “segnalate le condizioni di pericolosità”

A pochi giorni dalla protesta degli studenti dell’Istituto Federico II di Svevia, preceduti lo scorso anno da quelli del Quintiliano, hanno visto distaccarsi dal tetto dell’edificio una porzione di intonaco

“Crolli di calcinacci, soffitte pericolanti, prospetti sventrati: sono scenari scolastici che, ormai, in molti sono abituati ad osservare con rassegnazione, fin quando non si registra qualche tragica conseguenza”. A parlare è pubblicamente è il comitato Scuole Sicure di Siracusa, che a pochi giorni dalla protesta degli studenti dell’Istituto Federico II di Svevia, preceduti lo scorso anno da quelli del Quintiliano, hanno visto distaccarsi dal tetto dell’edificio che ospita la loro scuola una porzione di intonaco, per fortuna finito su un banco vuoto.

“Con questo appello – spiegano i membri del direttivo – vogliamo invitare i genitori, gli studenti stessi, il personale delle scuole, a non rimanere più in silenzio di fronte a evidenti, ma anche sospette, condizioni di pericolosità. Non consentendo, così, agli enti preposti alle manutenzioni e alla sicurezza in ambito di edilizia scolastica di continuare a rimandare interventi improcrastinabili e urgenti, per non parlare di quelli preventivi che invochiamo da oltre un anno come Comitato, e che auspichiamo da sempre come madri e padri di famiglia”.

“Nei prossimi giorni – annuncia il direttivo – apriremo una pagina Facebook (è già attivo il profilo di un nostro gruppo pubblico) per mezzo della quale potranno essere inoltrate segnalazioni pubbliche o che verranno mantenute anonime se destinate alla messaggeria privata, in modo da consentirci di formulare istanze ben precise agli enti competenti, alle istituzioni scolastiche, e nei casi di necessità finanche la Procura. Intanto, rimangono a disposizione della comunità i nostri indirizzi mail, attraverso i quali si potranno chiedere interventi, sopralluoghi, consulenze, naturalmente a titolo squisitamente di volontariato, quindi gratuite”.

 


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