Un confronto intenso, ma segnato da toni civili e dal tentativo di arrivare a una soluzione condivisa. Nonostante le divergenze, però, è emersa la volontà di trovare una gestione sostenibile dell’area che possa rispondere sia alle necessità ambientali che a quelle economiche. Il futuro della Pillirina – con posizioni divergenti tra chi sostiene l’importanza di un intervento privato e chi rivendica il valore collettivo dell’area – nel confronto tra l’avvocato (di Legambiente e fondatore del Comitato Parchi) Corrado Giuliano e il marchese Emanuele Di Gresy, proprietario dell’area di punta della Mola. I due hanno avanzato proposte significative per cercare una soluzione condivisa: l’istituzione di un Advisory Board (comitato consultivo), proposta dal marchese, e la creazione di una fondazione per la gestione condivisa avanzata dall’avvocato Giuliano.
Il marchese Di Gresy ha sottolineato la necessità di un dialogo concreto per trovare un equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale: “la Pillirina è un’area meravigliosa, ma la gestione deve essere condivisa. Proponiamo la creazione di un Advisory Board che coinvolga Legambiente, i tecnici, e la proprietà, affinché si definiscano insieme i parametri per la gestione dell’area”.
Secondo il marchese, la sua proposta mira a integrare le esigenze di protezione ambientale con quelle di sviluppo responsabile. “Non voglio una privatizzazione della costa, ma una valorizzazione che rispetti il valore paesaggistico del territorio. L’idea è quella di rendere l’area fruibile, ma senza snaturarla”, ha spiegato Di Gresy, insistendo sull’importanza di utilizzare materiali ecologici e puntare su un’architettura che rispetti l’ambiente, come ad esempio la costruzione in legno o con tetti verdi.
Dall’altra parte, l’avvocato Corrado Giuliano, ha avanzato la proposta di costituire una fondazione per gestire la Pillirina come una riserva naturale: “il territorio della Pillirina è un bene collettivo e deve essere trattato come tale. Proponiamo la creazione di una fondazione che si occupi della gestione condivisa dell’area, con un focus sulla sua valorizzazione attraverso un approccio ecologico e sostenibile”.
L’avvocato ha spiegato che la fondazione dovrebbe avere un ruolo chiave nel preservare l’area per le generazioni future, garantendo una gestione trasparente e partecipata, coinvolgendo anche la comunità locale. “Le aree protette non devono essere solo vincoli, ma opportunità di sviluppo ecologico e di educazione ambientale. Vogliamo che la Pillirina sia un esempio di gestione ecologica, in cui la comunità e le istituzioni siano parte attiva del processo”, ha aggiunto.
Il confronto tra le due proposte mette in evidenza le divergenze di visione: da un lato, la proposta del marchese Di Gresy di un Board che prevede una gestione condivisa ma sotto la supervisione della proprietà privata, dall’altro, la proposta di una fondazione pubblica-privata che mette la gestione nelle mani di un’entità esterna, con maggiore enfasi sulla tutela ambientale. Ma difficilmente il marchese accetterà di essere il filantropo di turno.
Di Gresy ha puntualizzato che la sua proposta non esclude una gestione sostenibile, ma vuole dare l’opportunità di investire sul territorio senza compromettere il suo valore paesaggistico. “Non vogliamo alterare la bellezza della Pillirina, ma renderla fruibile in modo sostenibile, garantendo al contempo la creazione di posti di lavoro e opportunità per la comunità”, ha detto.
Giuliano, invece, ha ribadito che “l’obiettivo principale deve essere la tutela dell’area come bene collettivo” e che qualsiasi intervento deve rispettare i vincoli paesaggistici e ambientali: “la Pillirina deve essere un luogo protetto, dove l’uomo non può imporsi sulla natura. La creazione di una fondazione ci permetterebbe di gestire l’area in modo equilibrato, coinvolgendo la comunità locale e garantendo la protezione della natura”.
Nonostante le divergenze, entrambi i protagonisti hanno espresso la volontà di trovare un compromesso. Di Gresy ha accennato alla possibilità di una collaborazione tra pubblico e privato, mentre Giuliano ha ribadito la disponibilità a discutere soluzioni praticabili che possano conciliare sviluppo e tutela ambientale: “La chiave è il dialogo, e sono pronto a sedermi al tavolo per trovare una soluzione che rispetti le necessità di tutti, soprattutto della comunità di Siracusa”, ha concluso Di Grésy.
Il futuro della Pillirina resta ancora in bilico, ma le due proposte avanzate dai protagonisti sono un passo verso un possibile dialogo che possa salvaguardare l’area e al tempo stesso permettere uno sviluppo sostenibile. La creazione di un Advisory Board o una fondazione potrebbero essere strumenti fondamentali per garantire la gestione trasparente e condivisa dell’area, ma resta da vedere se le parti riusciranno a superare le divergenze ideologiche e trovare una soluzione che soddisfi le esigenze di tutti.
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