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Siracusa, copertura delle vasche e riduzione delle “puzze”: la sfida di Ias passa attraverso il Pnrr

Obiettivo del programma di interventi è una significativa riduzione delle emissioni dell’impianto attraverso i fondi del Pnrr da perseguire tramite il confinamento, in misura pari al 90%, delle superfici libere delle sorgenti odorigene censite

L’industria Acque Siracusana (Ias) vuole voltare pagina predisponendo degli interventi volti a ridurre le emissioni odorigene dell’impianto gestito dalla società nel Comune di Priolo Gargallo con una serie di investimenti che superano i 20 milioni di euro. Obiettivo del programma di interventi è una significativa riduzione delle emissioni dell’impianto attraverso i fondi del Pnrr da perseguire tramite il confinamento, in misura pari al 90%, delle superfici libere delle sorgenti odorigene censite nello studio di caratterizzazione che Ias ha fatto eseguire da una società specializzata.

L’impianto, che negli anni scorsi è finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Siracusa nell’ambito dell’inchiesta “No Fly”, sembra quindi affrontare in maniera determinata il tema delle molestie olfattive e delle emissioni. E buona parte degli investimenti, infatti, prevedono proprio quelle prescrizioni che la Procura della Repubblica ha imposto al depuratore consortile, a partire dalla copertura delle vasche oltre a un generale miglioramento della struttura.

Il piano di I.A.S., inerente gli investimenti per la minimizzazione dell’impatto ambientale del processo di depurazione delle acque e per la modernizzazione degli impianti per una migliore efficienza energetica, è stato inserito nelle novazioni previste dalla transizione ecologica e ambientale e sottoposto agli organismi competenti per la valutazione e l’approvazione.

L’azienda ha presentato una serie di progetti definitivi e pronti a essere attuati nel caso di raggiungimento del finanziamento. Nello specifico il cronogramma di realizzazione e la relativa spesa programmata nell’ambito del Pnrr, per un totale di 21.5 milioni di euro circa è così articolato: riduzione emissioni odorigene (copertura delle vasche) con un investimento da 12 milioni entro la metà del 2025; nuovo impianto trattamento fanghi (spesa 1 milione di euro) entro la fine del 2022; miglioramento affidabilità impiantistica (6 milioni entro il 2026); efficientamento energetico (1 milione di euro entro 2025) e miglioramenti anti-sismici con la spesa di 1.5 milioni entro il 2025.

L’aver seguito con attenzione e professionalità l’evolversi delle nuove strategie di investimento previste dal Pnrr – dice in una nota la presidente di Ias, Patrizia Brundo -, ha fatto cogliere un’opportunità di sviluppo e innovazione, nonché di attrazione di risorse finanziarie per una struttura di fondamentale importanza per l’area industriale di Priolo Gargallo e per i comuni interessati, nell’intento di adeguare l’impianto biologico del trattamento delle acque reflue compatibile con il rispetto dell’ambiente e con la sicurezza dei cittadini. Nell’iniziativa è stato di fondamentale importanza il supporto e l’azione politica promossa ed attuata dal sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni con l’instaurazione del tavolo tecnico cui ha presenziato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Bruno Tabacci, con il coinvolgimento delle maggiori aziende che operano nell’area industriale di Priolo Gargallo e dei Sindaci dei Comuni interessati, ha permesso di elaborare le strategie che hanno avuto come risultato la partecipazione attiva del contesto nei programmi previsti dal Piano di Recupero e Resilienza approvato dal Governo.”

Lo strumento del tavolo tecnico e la qualità del progetto dovrebbero permettere al depuratore consortile di poter partecipare alle risorse finanziarie previste dal Pnrr per l’attuazione di un’importante svolta del contesto sociale e produttivo mirata al miglioramento della qualità dell’aria e alla modernizzazione dell’azienda.

 


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