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Siracusa, coronavirus: la video denuncia e la smentita. Ma non bastano i dispositivi di protezione |Il sindaco Italia chiede la Croce Rossa militare

Il video sarebbe stato girato all’interno della tenda pre-triage dell’Umberto I di Siracusa, poche ore dopo l’Asp con una nota ufficiale ha smentito il video. Ma sono troppe le incognite

I positivi o presunti positivi al covid-19 si fermano alla tenda pre triage, quindi non ci sono casi di coronavirus ricoverati al Pronto soccorso. Ma è vero che al Pronto soccorso, così come in ogni reparto e in ogni ospedale italiano, scarseggia il materiale e che i medici sono speso dotati di mascherine chirurgiche. Da ieri sera circola senza sosta il video di un presunto infermiere e una smentita dell’Asp. Una vicenda delicata che apre mille dubbi e altrettante domande dall’una e dall’altra parte.

Il video sarebbe stato girato all’interno della tenda pre-triage dell’Umberto I di Siracusa e denuncia le condizioni di lavoro in cui gli infermieri sarebbero costretti a lavorare. Toni accesi, pure troppo, con cui si denuncia l’assenza dei dispositivi di protezione personale minimi in un momento così delicato vista l’emergenza Coronavirus. E, fatto ancor più grave, la presenza di positivi al coronavirus tali da aver occupato tutti i posti letto.

Poche ore dopo, verso la mezzanotte, l’Asp con una nota ufficiale ha smentito il video, etichettandolo come un fake, dichiarando che non si tratta di un dipendente dell’azienda sanitaria di Siracusa e annunciando di aver già presentato una segnalazione alle forze di polizia. Al netto di tutto (se fosse, come sembra, un operatore sanitario dentro la tenda al pre triage a questo punto rischierebbe il licenziamento) restano molte le questioni in ballo e il video in questione è solo l’ennesimo grido d’allarme di medici e infermieri che da mesi combattono in prima linea l’emergenza sanitaria e molto spesso non hanno tutti gli strumenti adeguati.

In fondo è noto a tutti, incluso all’Asp di Siracusa e ai suoi dipendenti, la difficoltà di reperire guanti, mascherine e tutti i dispositivi di prevenzione per poter svolgere il lavoro in piena sicurezza. È scattata una denuncia in Procura da parte della Cgil, lamentele dalla Cisl, la Fsi Usae continua da giorni a rivolgersi al presidente della Regione Nello Musumeci segnalando la carenza dei dispositivi di protezione individuale.

Domanda resa ancor più attuale non solo alla luce del video in questione ma anche della positività del primario del Pronto soccorso e dei due colleghi. D’altronde anche il presidente Musumeci ha lanciato l’allarme dicendo appena pochi giorni fa: “abbiamo chiesto 362 aspiratori elettrici e ce ne hanno consegnati zero. Cinquecentomila kit diagnostici, consegnati zero. Ventilatori elettrici, richiesti 416 e consegnati zero. Mascherine ffp2 e ffp3 richieste 5,2 milioni, consegnate 41.560. Mascherine chirurgiche richieste 13 milioni, consegnate 170mila. Guanti sterili richiesti 53milioni, consegnati 82mila”.

Inoltre, non corrisponderebbe al vero che l’Asp ha già effettuato il tampone a tutti i dipendenti del Pronto soccorso ma soltanto a chi manifesta i sintomi. Tanto che già domani gli operatori sanitari sono pronti a recarsi al lavoro, pur con il dubbio di lavorare per o al fianco di presunti “pazienti grigi”: asintomatici o in attesa dell’esito del tampone.

In attesa che arrivi il materiale necessario da parte della Protezione civile nazionale, intanto, gli ex consiglieri comunali Michele Mangiafico e Gaetano Favara chiedono un impegno all’amministrazione comunale di Siracusa con l’acquisto di 100 mila euro in dispositivi per gli operatori sanitari con fondi comunali e la consegna “brevi manu” quale segnale di sostegno e incoraggiamento oltre alla destinazione della Casa del Pellegrino a foresteria per medici, para-medici e infermieri al fine di alleviare lo stress frutto del rischio di contagio ai propri familiari.


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