Siracusa, crisi dell’ex Provincia: Prefettura in pressing sulla Regione per sbloccare le somme, ma il dissesto dell’ente resta dietro l’angolo

La scorsa settimana gli ispettori regionali hanno ricevuto tutta la documentazione contabile dell'ente. Intanto i sindacati cercano di trovare soluzioni a tutti i possibili scenari. "Ma esiste un problema di ordine pubblico che non può essere sottovalutato"

Pochi e forse rassegnati al triste destino del probabile dissesto dell’ente. Stamattina, sotto la Prefettura di Siracusa è andato in scena il nuovo capitolo di disperazione dei lavoratori dell’ex Provincia di Siracusa. Nulla a che vedere con le “violente” proteste di due settimane fa, con i lavoratori trincerati sopra la gru del cantiere all’interno della sede di via Malta o con i blocchi stradali su corso Umberto. Stamattina la protesta è passata quasi sotto traccia, e anche le notizie provenienti alla fine, dall’incontro tra sindacati e Prefettura, danno la sensazione di un nulla di fatto.

Non possiamo essere soddisfatti ma abbiamo riscontrato interesse vero e consapevole del palazzo del Governo – afferma Franco Nardi, segretario provinciale Fp Cgil -. Siamo consapevoli anche che non si può risolvere in un incontro. Abbiamo voluto sollecitare i soggetti che hanno preso impegni e che non hanno rispettato, e mi riferisco alla Regione.” Dello stesso tenore anche le parole di Daniele Passanisi, segretario della Funzione pubblica Cisl, secondo cui le rassicurazioni avute nei giorni scorsi dal presidente della Regione Rosario Crocetta e dall’assessore regionale Bruno Marziano “sono solo promesse da marinaio, parole da campagna elettorale. La Prefettura è l’unico interlocutore serio, cui oggi abbiamo chiesto di pressare nuovamente Palermo per sbloccare le somme“.

Intanto stamattina una piccola boccata d’ossigeno per i lavoratori è arrivata: infatti i 2.6 milioni di euro erogati alla regione sono stati utilizzati per pagare le mensilità arretrate di marzo e aprile. Mancano ancora tre mesi di arretrato, ma soprattutto mancano certezze su quello che sarà il futuro dell’ente. Su questo le visioni dei due sindacalisti si dividono, perchè se da una parte Passanisi non nasconde la propria preoccupazione per un dissesto che sembra sempre più dietro l’angolo (la scorsa settimana gli ispettori regionali hanno ricevuto tutta la documentazione contabile dell’ente e pare che i debiti si aggirino sui 200 milioni di euro), dall’altra Nardi non nasconde ancora un tiepido ottimismo.

Non parliamo di risorse straordinarie – afferma Nardi – ma di quelle ordinarie e previste in bilancio. Stamattina abbiamo appreso che il Governo regionale cercherà quella liquidità delle risorse che sono già inserite in bilancio ma in ogni caso c’è un problema di ordine pubblico che non può essere sottovalutato né controllato dalle organizzazioni sindacali“.

Passanisi invece confida in un cambio di rotta della Regione e spera che nel breve, quanto meno si possano ottenere i restanti 3 milioni mancanti dei 5.8 promessi dieci giorni fa, oltre al milione e mezzo dei 25 previsti per le 9 ex province regionali. “Intanto – afferma – resteremo in stato di agitazione e in base alle risposte che avremo valuteremo il da farsi. Di sicuro però stiamo lavorando su tre direzioni: quella immediata, per il pagamento degli arretrati, quella dell’immediato futuro, con la promessa degli 11 milioni che consentirebbero il pagamento dei lavoratori fino a dicembre e infine su quello che sarà il futuro dell’ente“, che sia dissesto (probabile) o meno.


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