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Siracusa, crisi politica al Vermexio. Marziano: “il sindaco chiarisca se vuole ricucire col Pd o proseguire da solo”

L'ex deputato regionale afferma di aver condiviso alcune azioni amministrative ma di essersi trovato spiazzato di fronte ad alcune scelte politiche

Quando in una amministrazione si verifica che  i dirigenti  degli unici due partiti strutturati  che sostengono la stessa amministrazione non si sentono   più rappresentati e manifestano malumori per l’attività amministrativa, e  quando da più parti emergono dissensi e malesseri per alcune  scelte amministrative, penso sia doveroso per il sindaco e la giunta analizzare gli errori commessi e tentare un recupero dei rapporti con i partiti stessi.” A dirlo è Bruno Marziano, ex deputato regionale all’Ars e storico componente del Partito Democratico.

L’ex deputato regionale interviene così in merito al terremoto politico che questa settimana ha scosso palazzo Vermexio con le dimissioni dei due assessori di Italia Viva, Cosimo Burti e Alessandro Schembari e con la distanza presa dal Partito Democratico nei confronti del sindaco e della sua azione amministrativa.

In questi giorni, tra le forze a sostegno del primo cittadino il movimento “Lealtà  e Condivisione” ha chiesto una verifica politica sulla attività amministrativa per la città e un confronto con tutte le forze politiche che nel 2018 avevano sostenuto la candidatura a sindaco di Francesco Italia. “Evidentemente – prosegue Marziano – avverte, anche questo movimento che pure continua a manifestare sostegno, che con questo andazzo si restringe sempre di più il consenso politico e sociale che mette in oggettive difficoltà l’amministrazione con rischi di una prossima  sconfitta politica.”

Per l’ex presidente della Provincia regionale di Siracusa i rappresentanti del gruppo dirigente del PD hanno fatto bene  a porre il problema dei rapporti con l’amministrazione, stimolando  un’adeguata iniziativa di chiarimento ed eventualmente di ricomponimento da parte del Sindaco Italia.

Per quanto riguarda il PD – dice Marziano –  è chiaro le decisioni finali non possono che essere assunte dal gruppo dirigente e dagli organismi, perché un partito funziona così.  Ma al di là di tali decisioni ritengo ci sia  l’esigenza di capire  come proseguire  questo rapporto. Queste  osservazioni fanno seguito ad un serie di incontri con l’amministrazione dove si è tentato un chiarimento. Evidentemente questo confronto non è stato proficuo e bisogna riflettere sul perché.”

Personalmente – ha proseguito – ho espresso perplessità  più che sugli atti amministrativi, sui quali mi sono più volte trovato d’accordo ( immigrazione, mobilità urbana, etc), mentre su altri elementi  e scelte politiche non ho trovato possibilità di convergenza. Come il sostegno dichiarato da parte di Francesco Italia al candidato sindaco di Augusta del Centrodestra e vicino a Fratelli d’Italia, formazione politica da cui ci troviamo lontani mille miglia. Un endorsement non obbligatorio e non richiesto che serviva solo a marcare una autonomia politica del sindaco che accentuava la distanza dai partiti del centrosinistra”.

Così come Marziano non ritiene sia stata una mossa azzeccata da parte del sindaco di opporsi ai ricorsi avanzati dai consiglieri comunali contro lo scioglimento del Consiglio. “Quasi volesse approfittare dello scivolone – spiega – preferendo governare senza alcun controllo. Penso sia ineludibile per il sindaco, se vuole rilanciare  la sua azione amministrativa nel prossimo anno e mezzo di legislatura,  porre in essere  modi e forme per ricompattare la maggioranza. Altrimenti significa che ritiene di essere autosufficiente  e, come  la mia esperienza amministrativa mi suggerisce,    l’autosufficienza non porta a nulla di buono e non porta lontano.”


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