Siracusa, crolla il Pd in tutta la provincia: i numeri del tesseramento sono una debacle

Sono 1.165 gli iscritti a fronte dei 3.826 del 2017 con un saldo negativo pari a 2.661 tesserati

In attesa di sciogliere il partito – almeno così parlò il segretario Nicola Zingaretti – a Siracusa il Pd crolla clamorosamente. Il risultato del tesseramento del Partito democratico è stato ufficializzato e c’è ben poco da stare felici in provincia: sono 1.165 gli iscritti a fronte dei 3.826 del 2017 (a cui si aggiungevano poco più di un centinaio di Giovani democratici, che quest’anno non hanno avviato il tesseramento) con un saldo negativo pari a 2.661 tesserati.

Solo nel capoluogo sono appena 470 gli iscritti al Pd mentre due anni fa erano 1.042, ma sono impressionanti anche i dati di Carlentini, soprattutto dopo il disimpegno dell’ex sindaco Pippo Basso, che passa da 450 a soli 39 tesserati, di Augusta che chiude con 115 a fronte delle 333 del 2017 e di Noto che da 266 finisce con 42 complice anche il salto di Bonfanti in Forza Italia.

Flop e saldo negativo praticamente in tutti i comuni della provincia: Avola (oggi 28, “ieri” 76), Canicattini (21, erano 106), persino Ferla (nonostante ci sia il sindaco Michelangelo Giansiracusa, si è passati da 40 a 13 tessere). E ancora, Floridia (45, erano 160), Francofonte (13, erano 171), Lentini (è quasi una mosca bianca… 130 da 195), Melilli (41 da 103), Palazzolo (da 56 a 9), Solarino (11, erano 94) e Sortino (da 94 a 11). Pachino risente della mancanza del sindaco Roberto Bruno (e di politica) pagando lo scioglimento del Comune e azzerando quasi il contributo al Partito limitandosi a 9 tesserati quando erano 252 nel 2017. Priolo finisce con 43 iscritti a fronte di 113 e Rosolini dimezza il dato fermandosi a 114 a fronte dei 280 di due anni fa.

Peraltro, nel capoluogo, il dato appare anche falsato rispetto al reale interesse nei confronti del Partito democratico se consideriamo le tessere di Raffaele Gentile e dell’assessore Andrea Buccheri (ieri dei Verdi, oggi Pd, domani chissà), di Michelangelo Giansiracusa (il capo di Gabinetto a Siracusa e sindaco a Ferla è stato molto critico in passato e si è defilato), degli ex segretari comunale e provinciale Marco Monterosso (più vicino a Italia Viva e a Cafeo) e Alessio Lo Giudice (che pare abbia abbandonato la politica attiva), ma soprattutto i fratelli Gaetano e Graziano Cutrufo, con il primo molto vicino all’ex sindaco Giancarlo Garozzo (tolta la parentesi Amministrative con Reale), tanto da essere presente anche alla prima Leopolda di Italia Viva.

Una presenza che sembra quindi più di disturbo che di vero e proprio interesse alla partecipazione alla vita di un partito che si ritrova più piccolo e in preda a troppe minicorrenti che mineranno la già precaria tranquillità. Unica nota lieta, la presenza di alcuni fedelissimi Piddini: ci sono Roberto De Benedictis, Roberto Fai, Marco Fatuzzo, ma anche Bruno Marziano, Tanino Firenze e Fabio Moschella. Troppo poco, o forse troppo per un partito che potrebbe sciogliersi a breve…


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