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Siracusa, cucciolo di Maremanno torturato da ignoti. L’Oipa: “cattiveria senza limiti, ora una casa e amore per Nicola”

Ritrovato all'interno della riserva naturale del Ciane, a un cucciolo di Maremanno sono state mozzate le orecchie alla base e la coda è stata legata e incendiata

Sembrano scene di un film, di una trasmissione tv, una di quelle che fa indignare restando seduti in poltrona a guardare inorriditi lo schermo: quanto accaduto a Siracusa il 30 maggio scorso all’interno della riserva naturale del fiume Ciane ha dell’incredibile.

È stato trovato un cucciolo al quale sono state mozzate le orecchie alla base, e la coda legata e incendiata. Un cucciolo torturato forse per puro gioco.  Sul posto sono intervenuti prontamente i vigili urbani e il cagnolino è stato portato in Clinica Veterinaria per il primo soccorso e dovrà subire varie operazioni (alcune delle quali per asportare completamente orecchie e coda andate in necrosi). Ora è in buone mani e si cercano brave persone per la sua adozione, mentre è stata organizzata una raccolta fondi per sostenere le cure necessarie. Basta scrivere su facebook “Recchie Mozze ha bisogno di te”. Verrà sporta denuncia per indagare più accuratamente sull’accaduto mentre sulla vicenda sta collaborando anche l’Oipa Siracusa.

La cattiveria dell’uomo non ha limiti – si legge in un post dell’associazione animalista – Come può un essere umano provocare tanto dolore a un’altro essere senziente, come può essere capace di infliggere tanto dolore e non fermarsi sentendo i guaiti strazianti di una povera creatura innocente. Ieri sera veniamo contattati da Nicoletta che in punta di piedi ci chiede aiuto per una futura adozione per un cucciolo di maremmano, ma prima dovrà guarire. Ci mettiamo a disposizione e chiediamo di cosa soffra. Il piccolo soffre di cattiveria umana. Ieri Nicoletta e suo marito hanno trovato questa povera creatura in zona Ciane, a Siracusa, con le orecchie tagliate, piene di sangue misto a larve e vermi e la coda legata con un filo a cui avevano dato fuoco”. 

Il cucciolo era inerme a terra, le orecchie in necrosi, devastato dal dolore, rassegnato alla morte. I suoi soccorritori hanno avvisato subito la Polizia municipale e i vigili dicono a Nicoletta e suo marito di portare il cane in clinica, loro raccolgono questa povera creatura straziata e corrono. Dopo i primi accertamenti viene preso in carico dall’Oipa che si è occupata di accompagnarlo in un ambulatorio veterinario di Priolo Gargallo (guarda il video). Il dottore Zappulla presta le cure del caso, interviene per fermare la necrosi e scongiurare la morte del piccolo. L’Oipa vorrebbe dare un nome al cucciolo – Nicola – per ringraziare chi non si è voltata dall’altra parte e lo ha salvato: “chiederemo un referto medico e ci recheremo dai carabinieri per sporgere denuncia. Sempre più amareggiati e delusi dalla cattiveria dell’uomo e dalla legge italiana che non punisce come merita chi sevizia, tortura e uccide gli animali”.


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