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Siracusa, cure sanitarie in carcere: il Garante dei detenuti incontra il direttore sanitario Asp

Al centro del dibattito la condizione dell'infermeria e la cadenza delle visite al Cavadonna e al carcere di Brucoli

“Rapporti tra Asp, amministrazione penitenziaria e ufficio del Garante in materia di tutela del diritto alla salute e di accesso alle cure dei soggetti sottoposti a restrizione della libertà personale”.

Nei giorni scorsi, negli uffici dell’azienda sanitaria provinciale di Siracusa, si è svolto un incontro tra Giovanni Villari, Garante dei diritti delle persone private della libertà e Salvatore Madonia, nuovo direttore sanitario dell’Asp 8 di Siracusa.

L’incontro ha avuto il fine, oltre le presentazioni ufficiali, di informare il direttore dei problemi frequentemente incontrati dai detenuti degli istituti carcerari di Cavadonna e Brucoli per l’accesso alle cure e quindi la tutela del loro diritto alla salute che, come risaputo, non è inferiore a quello dei cittadini in libertà.

Il direttore Madonia ha voluto che all’incontro fosse presente anche Adalgisa Cucè, responsabile dell’Urp (ufficio relazioni con il pubblico), la quale ha fornito spiegazioni e giustificazioni in merito ai soliti ritardi che si verificano tra le richieste avanzate dall’infermeria del carcere per la cura dei detenuti e la prestazione dei servizi sanitari.

Al fine di velocizzare e migliorare la comunicazione tra il carcere e l’amministrazione sanitaria, Madonia ha individuato e incaricato nella persona del dottor Micale, l’attuale responsabile di medicina legale, il referente dell’Asp, il quale già da tempo intrattiene rapporti con la direzione della Casa Circondariale di Cavadonna.

Il Garante ha sottolineato l’impegno e l’attenzione che la direzione della casa circondariale di Cavadonna ha sempre dimostrato in materia di cure, affinchè il diritto alla salute venga garantito a tutte le persone detenute. Poi ha elencato le principali anomalie nei rapporti tra Asp e istituto penitenziario.

Il primo punto è quello del ritardo nell’erogazione dei servizi inerenti alle visite specialistiche. L’attesa per ricevere una radiografia o una Tac è mediamente superiore ad un anno. A tal proposito la dottoressa Cucè ha puntualmente sottolineato che questo è un problema che non riguarda solo il carcere ma “tutti i cittadini”. Chi si trova in condizione di detenzione, quando richiede prestazioni sanitarie, deve attenersi ai regolamenti e alle direttive imposte dalla struttura e non può optare per un’alternativa. Dal punto di vista della dottoressa, inoltre, l’irregolarità formale di molte delle richieste di cure provenienti dal carcere sarebbe uno degli ulteriori motivi dei ritardi nell’erogazione delle prestazioni sanitarie. Non vi è molta fluidità nelle comunicazioni tra il presidio sanitario all’interno del carcere e l’ufficio predisposto alla ricezione delle richieste, entrambi appartenenti alla stessa amministrazione. Questo costituisce un serio ostacolo all’esercizio del diritto alla salute per chi si trova in stato di restrizione della libertà personale.

Madonia, mostrando attenzione e interesse, ha promesso il suo impegno per l’erogazione dei servizi diagnostici di radiologia attraverso l’invio di un Urm (unità radiologica mobile) nella struttura di Cavadonna. Problema a se stante è quello degli esami endoscopici. Ritardi in tutta la provincia di Siracusa e non solo, quindi non soltanto nei confronti dell’istituzione penitenziaria.

Il secondo punto della discussione è la richiesta di una maggior frequenza di visite psicologiche e psichiatriche. Al momento viene erogata una visita settimanale e il Garante chiede che ne vengano erogate almeno tre, per permettere ai detenuti che soffrono problemi psicologici e psichiatrici di ricevere le cure adeguate.

Il terzo punto della discussione ha riguardato l’infermeria dell’ospedale e la predisposizione dei dispositivi sanitari. Il Garante ha segnalato come l’infermeria sia dotata di dispositivi, accessori e arredi vetusti, non adeguati all’ambiente sanitario e alle esigenze dell’istituto penitenziario di Cavadonna, secondo a livello regionale in termini di presenze di detenuti. A tal proposito il Garante auspica un’eventuale e prossima visita del direttore Madonia nei locali l’area sanitaria di Cavadonna a scopo conoscitivo.

Il direttore del carcere ha dichiarato che è sua competenza la predisposizione e la manutenzione straordinaria dei locali ma che è competenza dell’Asp la predisposizione dei dispositivi e dei presidi sanitari e la loro manutenzione.

Il quarto ed ultimo punto della discussione ha riguardato la predisposizione di una linea diretta di comunicazione tra il carcere e l’ASP, che è anch’essa di competenza dell’amministrazione sanitaria.

Il nuovo direttore sanitario, Madonia, ha mostrato la sua piena disponibilità a risolvere, nei limiti delle sue possibilità, le problematicità emerse dai sopralluoghi svolti dal Garante.


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