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Siracusa, dagli scavi in ospedale emerge una necropoli, ma i lavori proseguono

I tecnici sono già al lavoro da settimane per produrre il referto di ogni bene storico emerso. Terminata questa fase, la necropoli sarà nuovamente richiusa per fare spazio a una struttura triage Covid voluta dalla Regione siciliana


Il binomio lavori pubblici uguale reperti archeologici è un’ovvietà in una città come Siracusa che, sotto quello che si vede e si calpesta, nasconde un altro piccolo mondo che appartiene al passato. Anche questa volta pezzi della vecchia città sono emersi durante gli scavi che da mesi vanno avanti all’interno del parcheggio dell’ospedale Umberto I di Siracusa. A venire fuori è una vecchia necropoli in realtà già nota alla Soprintendenza dei Beni culturali di Siracusa, come conferma il dirigente Salvatore Martinez: “quell’area è stata già tracciata e per noi non è una novità trovare resti del passato. Lì parliamo di una zona interamente archeologica”.

I tecnici sono già al lavoro da settimane per repertare ogni bene storico emerso. Terminata questa fase, la necropoli sarà nuovamente richiusa per fare spazio a una struttura triage Covid voluta dalla Regione siciliana.

“Gli scavi e poi la chiusura – spiega Martinez – non andranno a danneggiare la necropoli perché per le fondazioni del triage non c’è bisogno di scavare molto”. Quella porzione del parcheggio dell’ospedale è al momento in mano della Soprintendenza, ma “i lavori nel resto dell’area non si sono fermati neppure per un giorno”, continua Martinez.

Stesso destino per i resti di una Latomia venuti fuori durante i lavori per la realizzazione del parcheggio sul ronco I di via Tisia (adiacente la palestra Akradina). Anche qui, come prassi, è stata avvertita la Soprintendenza di Siracusa che si è recata sul posto con gli archeologi che hanno prima effettuato e poi studiato i rilievi. Per poi riprendere i lavori. E ancora, casi simili si sono verificati già per molti lavori pubblici in Ortigia, poi in viale Santa Panagia e in via Tisia, come già detto. E si parla solo degli ultimi interventi.

L’opinione pubblica, come al solito, si divide tra coloro che vorrebbero ammirare la Siracusa sotterranea e chi invece preme per chiudere tutto e non rallentare i lavori pubblici (merce rara di questi tempi). Vero è che sotto i nostri piedi in qualsiasi punto della città c’è un’altra città. La Siracusa antica.


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