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Siracusa, dagli spot dello spaccio (“venite a trovarci”) agli stipendi fino alle estorsioni in Fiera: così è cresciuta la “piazza” di via Italia |Tutti i nomi degli arrestati

Anche tale sodalizio era strutturato gerarchicamente e operava secondo lo schema tipico dei gruppi criminali che gestiscono il narcotraffico

Nel pomeriggio del 2 settembre, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri di Siracusa hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Catania nei confronti di ventisette persone facenti parte di due sodalizi criminali operanti a Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Ad alcune di loro è stato contestato anche il delitto di estorsione aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso.

Per venticinque indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

L’“Operazione Demetra”, costituisce l’esito dell’attività d’indagine coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia, sviluppata dalla Squadra Mobile di Siracusa e dalla Compagnia Carabinieri di Siracusa in un arco temporale che va dal 2016 al 2019.

Le attività investigative svolte dalle due forze di polizia in momenti temporali differenti hanno acclarato la perdurante operatività del sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti denominato gruppo della “via Italia”, che ha la sua base logistica e operativa nella città di Siracusa, in via Italia 103, interessando nel tempo anche la vicina piazza San Metodio. L’esistenza e la pervicacia criminale del predetto sodalizio erano già state accertate nell’ambito dell’operazione “Itaca” del 2012.

Le indagini hanno documentato come l’attività criminosa dell’organizzazione si concretizzasse prevalentemente nel traffico di sostanze stupefacenti, mediante la gestione di una redditizia piazza di spaccio, ubicata in piazza San Metodio, dove i pusher del gruppo ruotavano in turni prefissati per garantire agli assuntori la possibilità di acquistare la droga in qualunque momento della giornata. Il gruppo presentava una precisa organizzazione gerarchica all’interno della quale ciascun affiliato svolgeva compiti ben precisi in cambio dello “stipendio” settimanale.

L’imponente giro d’affari derivante dall’attività illecita risulta documentato anche da uno degli stessi indagati nei cui confronti è stata riconosciuta l’aggravante di aver diretto il sodalizio, il quale, attraverso filmati pubblicati su un noto social network, si ritraeva mettendo in mostra un rilevante quantitativo di denaro in banconote di vario taglio disordinatamente riposte su un tavolo, accompagnando uno di tali video con un brano musicale evocativo dell’attività illecita del noto narcotrafficante “Pablo Escobar”.

Nel corso delle indagini è stata accertata la presenza nel territorio di una seconda organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, operante prevalentemente nei pressi della via Ignazio Immordini all’interno di una zona della città denominata “Case Parcheggio”, da cui il sodalizio ha preso il nome. Tale ulteriore associazione manteneva legami con l’organizzazione della “Via Italia” dalla quale acquistava sostanze stupefacenti per il successivo smercio.

Anche tale sodalizio era strutturato gerarchicamente e operava secondo lo schema tipico dei gruppi criminali che gestiscono il narcotraffico, e cioè attraverso la predisposizione di ruoli all’interno dell’accolita, la turnazione dei “pusher” e la distribuzione dello “stipendio” agli associati.

L’associazione criminale ha persino confezionato un vero e proprio video promozionale in cui viene fatto esplicito riferimento al sodalizio della via Immordini denominato “Case Parcheggio”. Tale video, nel quale compaiono alcuni fra gli indagati oltre alle immagini del quartiere delle Case Parcheggio e la figura della statua della libertà che imbraccia un fucile mitragliatore al posto della fiaccola, è stato pubblicato su un noto social network con lo scopo evidente di pubblicizzare l’attività di spaccio di stupefacenti dell’organizzazione criminale, attraverso l’esplicito invito rivolto ai potenziali “clienti” con la frase “Veniteci a trovare”.

Parallelamente, l’indagine ha accertato la consumazione di un’attività estorsiva connotata dall’utilizzo del metodo mafioso, perpetrata dagli appartenenti al sodalizio della “Via Italia” ai danni dei venditori ambulanti che ogni mercoledì mattina, in occasione della fiera settimanale, occupano la piazza San Metodio di Siracusa. Il presupposto di tale estorsione era rappresentato dalla necessità dell’organizzazione criminale di compensare il mancato guadagno causato dalla sospensione dell’attività di spaccio dovuta all’occupazione della citata piazza da parte dei commercianti ambulanti ogni mercoledì mattina, alla stregua di un vero e proprio “risarcimento per il lucro cessante”, come definito dal Gip nell’ordinanza cautelare. Notevole anche la valenza simbolica del contributo imposto ai commercianti, a dimostrazione della forza e del controllo del territorio esercitato dal sodalizio nelle zone di sua influenza.

Le attività investigative si sono sviluppate attraverso l’utilizzo di metodi tradizionali oltre che di intercettazioni telefoniche ed ambientali accompagnate dall’uso di sistemi di videoripresa. Importante anche l’apporto fornito da diversi collaboratori di giustizia che ha consentito di integrare ulteriormente il quadro probatorio a carico degli indagati.


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