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Siracusa, dai tabaccai alle Poste alla zona industriale: tutte le attività che potranno restare aperte

Sono 73 le categorie Ateco che non verranno toccate dall’ultimo decreto del premier Conte

Dai tabaccai alle poste, passando per l’industria alimentare e quella della raffinazione. Sono 73 le categorie Ateco che non verranno toccate dall’ultimo decreto del premier Conte presentato ieri sera e valido fino al 3 aprile. Un annuncio che però al momento non fa piena luce su chi può e chi non può svolgere le proprie mansioni, visto che al momento gira solo una lista provvisoria delle categorie esentate in cui si suppone che laddove non indicato nel dettaglio il codice Ateco della macro-categoria siano incluse anche le sottocategorie.

Entrando nello specifico restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale e a quello dei trasporti, sia delle persone sia delle merci. Netta, invece, la riduzione delle attività legate alla pubblica amministrazione: restano di fatto aperti gli esercizi legati a sanità, difesa e istruzione.

Come già accaduto nel precedente Dpcm continuano a operare senza limitazioni di sorta edicole, tabaccai e servizi d’informazione. Per quanto riguarda l’ambito industriale restano attive l’industria delle bevande, quelle alimentari, la filiera agro-alimentare e zootecnica, l’industria tessile solo legata strettamente agli indumenti di lavoro (escluso, quindi l’abbigliamento). Così come non subiscono alcuno stop le produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici, così come la fabbricazione della carta e raffinerie petrolifere.

Anche quelle che nel precedente decreto venivano definite attività “artigianali” come idraulici e meccanici sono “salvi” dalla serrata. Stesso discorso per l’installazione di impianti elettrici, riscaldamento o condizionatori e la fabbricazione di forniture mediche e dentistiche. Restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti.

Ovviamente attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie. Non dovrebbero essere intaccati dal provvedimento neanche i servizi veterinari, i call center e i servizi di vigilanza privata oltre alle attività di pulizia e lavaggio delle aree pubbliche. Nell’ambito della pubblica amministrazione restano “in vita” l’assicurazione sociale obbligatoria, i servizi legati alla difesa e, chiaramente, l’assistenza sanitaria. Esclusi, infine, i servizi di assistenza sociale residenziale e non residenziale.


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