Siracusa, dal cimitero eterodosso alle Latomie dei Cappuccini: cinquemila visitatori nel primo weekend de “Le vie dei tesori”

Per ogni visita si pagherà 1 euro (acquistando on line i carnet da 5 o 10 luoghi) o 2 euro sul posto, acquistando i biglietti nei tre Hub nella città: all’ex convento del Ritiro (via Mirabella); all’Artemision (ingresso da piazza Duomo) e alla chiesa del Carmine (piazzetta del Carmine)

Sono stati oltre 5 mila i visitatori, cittadini e turisti, che si sono precipitati a scoprire i 28 luoghi di Siracusa che hanno aperto per il primo weekend de Le Vie dei Tesori: un inizio magnifico per il festival palermitano che quest’anno, per la prima volta, ha esportato il suo format consolidato da 11 edizioni – visite guidate in luoghi inediti o poco conosciuti aperti ad 1 euro – in quattro città siciliane.

Oltre Messina, Agrigento e Caltanissetta, anche Siracusa che ha risposto con entusiasmo, riappropriandosi di un luogo serrato da anni come il carcere borbonico o scoprendo le lettere di Elio Vittorini, conservate nella biblioteca intitolata allo scrittore di “Conversazione in Sicilia”. E questo weekend si replica: da domani a domenica – si potrà, per esempio, visitare il cimitero eterodosso di casa Landolina che costeggia il museo archeologico regionale Paolo Orsi. A volere una degna sepoltura per i cattolici non cristiani, fu il nobile archeologo Saverio Landolina, che creò il cimitero nel parco della dimora di famiglia, che oggi è sede degli uffici e della biblioteca del Museo.

E non bisogna lasciarsi scappare anche le Latomie dei Cappuccini, utilizzate già dal VI secolo a.C. come cava, poi come prigioni malsane per i guerrieri greci, poi affidate ai frati Cappuccini, che ne fecero orti e giardini, prima di diventare uno dei luoghi preferiti dai giovani rampolli europei alle prese con i Grand Tour di formazione. Ma sono tutti i luoghi di Siracusa ad essere interessanti, ognuno con la sua storia: un processo di riappropriazione della città da parte della gente che è sciamata dal Palazzo Arcivescovile, con la Cappella Sveva e la sconosciuta Biblioteca Alagoniana, alle catacombe, ai miti greci alle chiese barocche. Grazie al supporto dell’assessorato regionale ai Beni culturali e alla collaborazione di tutte le istituzioni del territorio.

I ventinove luoghi scelti sono protagonisti degli storytelling: perché la formula del festival – che ha Palermo l’anno scorso ha fatto accorrere 215 mila visitatori con una ricaduta economica sulla città di circa 2 milioni e mezzo di euro – è proprio questa: creare una rete tra i siti noti o poco conosciuti o addirittura inediti, e “raccontarli” tramite le visite guidate dei volontari, reclutati tramite il corso di Architettura dell’Università di Catania (sede di Siracusa). Il tutto in attesa della nuova edizione del Festival a Palermo dove, dal 29 settembre al 29 ottobre, apriranno 110 luoghi con altrettanti tour guidati.

Per ogni visita si pagherà 1 euro (acquistando on line i carnet da 5 o 10 luoghi) o 2 euro sul posto, acquistando i biglietti nei tre Hub nella città: all’ex convento del Ritiro (via Mirabella); all’Artemision (ingresso da piazza Duomo) e alla chiesa del Carmine (piazzetta del Carmine).

Chi vuole, può anche sottoscrivere Le Vie dei Tesori Card, per sostenere il Festival e non perdersi nulla, visto che la carta sarà valida in tutte le città del circuito, realizzata in collaborazione con Trenitalia. E se ci si vuole divertire un po’, si può partecipare al contest che premierà chi avrà visitato il maggior numero di luoghi in tutta la Sicilia.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo