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Siracusa, dal primo luglio alcuni uffici comunali cambieranno “casa”

Palazzo Vermexio sta infatti per stipulare il contratto con i proprietari di un “nuovo” immobile, posizionato in piazza San Giovanni, dove un tempo risiedevano gli uffici della Questura

Dal primo luglio alcuni uffici comunali cambieranno “casa”. Palazzo Vermexio sta infatti per stipulare il contratto con i proprietari di un “nuovo” immobile, posizionato in piazza San Giovanni, dove un tempo risiedevano gli uffici della Questura. Lì saranno trasferiti gli uffici Ragioneria (da via Arsenale), Commercio e Tributi (via De Caprio). Anagrafe, Stato civile ed Elettorale (via San Metodio).

Una scelta prettamente economica che dovrebbe consentire all’ente di “abbattere” le spese sulle locazioni ma che allo stesso tempo è già costata al Comune 147 mila euro di penali per il ritardo accumulato: 85 mila euro come proposta di transazione proposta dall’avvocato Trapanese come corresponsione del canone che sarebbe dovuto partire l’1 aprile e 62.700 per lo spostamento del canone dal primo luglio. Una vicenda che si trascina da anni, da quando nel 2017 era stato pubblicato l’avviso pubblico per la ricerca di un immobile in affitto.

Una sola l’offerta arrivata al costo di 259 mila euro annuo con opzione di acquisto, ma a ottobre 2018 – 6 mesi dopo la stipula del contratto di affitto ma prima della presa in consegna dell’immobile – l’ufficio tecnico rappresentò una serie di difformità rispetto a quanto dichiarato in sede di gara e il trasferimento rischiò di saltare. Il Comune di Siracusa iniziò quindi l’azione giudiziaria per la risoluzione del contratto di locazione stipulato incaricando l’avvocato Domenico Trapanese per rappresentare l’ente. E l’avvocato da aprile 2019 ha lavorato per cercare una transazione con i proprietari. L’immobile (quasi) preso in locazione dall’Ente per un corrispettivo annuo di 259mila euro, destinato a ospitare gli uffici Ragioneria, Commercio e Tributi, Anagrafe e Stato civile ed Elettorale per una spesa annua di 334 mila euro.

Alla fine, un anno dopo, si è deciso per un canone di locazione decurtato di 8 mila euro annui (per un totale di 251 mila anziché 259) vista la minore superficie affittata (anche se tale perizia è sempre stata contestata dai proprietari) e la corresponsione di 85 mila euro come risarcimento al privato con il pagamento del canone a partire dall’1 luglio.

Gli uffici tecnici del Comune – inizialmente indicati per il trasferimento – resteranno invece al palazzo di via Brenta, con i proprietari che avevano presentato pure ricorso al Tar. Ricorso che probabilmente a questo punto sarà interrotto. Almeno per il momento, quindi, pace fatta. Ma il ritardo di 2 anni nel trasferimento è costato quasi 150 mila euro, per un risparmio un risparmio sulle spese da locazioni pari a oltre 83 mila euro annui e un contratto di 6 anni più 6 anni.


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