Siracusa, danno d’immagine: in appello confermata la condanna agli ex Pm Rossi e Musco

L'ex procuratore capo Ugo Rossi e l'ex Pm di Siracusa Maurizio Musco dovranno risarcire il ministero della Giustizia rispettivamente con 20 mila euro e 30 mila euro per danno d’immagine

I giudici d’appello della Corte dei Conti hanno confermato la condanna per l’ex procuratore capo Ugo Rossi e l’ex Pm di Siracusa Maurizio Musco: dovranno risarcire il ministero della Giustizia rispettivamente con 20 mila euro e 30 mila euro per danno d’immagine. In primo grado erano stati condannati a pagare 50 mila euro ciascuno.

Rossi e Musco sono stati condannati in via definitiva per il reato di abuso d’ufficio, il primo a 12 mesi, il secondo a 18. Uno per non essersi astenuto nella vicenda sulla gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa che avrebbe coinvolto un suo familiare, l’altre per una mancata astensione nella vicenda giudiziaria che riguardava l’iter di approvazione della piattaforma polifunzionale Oikoten ad Augusta nella quale era coinvolto l’avvocato Piero Amara (al centro del cosiddetto Sistema Siracusa). Al sostituto procuratore era stata riconosciuta “l’esistenza di uno strettissimo rapporto di amicizia con l’avvocato Amara”sottolineando la gravità delle condotte e il danno “cagionato all’immagine della gestione equilibrata e imparziale della funzione giudiziaria del pubblico ministero” e lo scorso giugno il Csm lo aveva destituito dalla magistratura.

Il ministero decise di inviare degli ispettori per accertare queste commistioni, e nella successiva relazione emerse un “uso distorto delle funzioni” dei due procuratori. L’immagine dell’amministrazione della giustizia, per i giudici di primo grado, “è stata profondamente lesa nei confronti della generalità dei consociati non solo in ambito strettamente locale ma anche attraverso la diffusione di notizie per mezzo di testate on line”.


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