Corrado Liotta, 44 anni, detenuto nel carcere “Cavadonna” di Siracusa, si è ucciso nella notte tra lunedì e martedì impiccandosi alle sbarre. Sembra che l’uomo sia morto all’istante, poiché nell’appendersi al rudimentale cappio che aveva fabbricato si è spezzato le vertebre cervicali. Fatto sta che i compagni di cella non si sono accorti di nulla ed il corpo senza vita dell’uomo è stato scoperto dall’agente di turno, che stava effettuando la conta alle 3 di notte.
Liotta era detenuto, in attesa di giudizio, nel Reparto “isolati” del carcere e già la settimana scorsa aveva commesso atti di autolesionismo, ingoiando lamette da barba. Era stato arrestato lo scorso 9 maggio dagli agenti della Questura di Siracusa, intervenuti per sedare un litigio scoppiato in un condominio: l’uomo, armato di un coltello e di un cacciavite, minacciava pesantemente delle persone chiuse all’interno di una stanza, chiedendo loro dei soldi. Da qui l’arresto, con l’accusa di lesioni e minacce, tentata estorsione e danneggiamento.
Nel 2010 nelle carceri siciliane si sono già uccisi 7 detenuti, di cui 2 nel penitenziario di Siracusa.
(Fonte Ristretti News).
Sull’episodio è intervenuto il vicesegretario nazionale UGL/FNPP Sebastiano Bongiovanni, che ha diffuso la seguente nota:
“Ancora un suicidio! Ancora violenza! Presso un Istituto Penitenziario della provincia di Siracusa. Non sembra aver tregua l’escalation di suicidi posti in essere da parte di detenuti.
È davvero imbarazzante ed incredibile notare il silenzio dell’Amministrazione, il silenzio dello Stato dinanzi ai fatti gravissimi che si stanno susseguendo giorno dopo giorno nelle carceri d’Italia ed a farne le spese, oltre alla Polizia Penitenziaria, sono anche tutti gli altri operatori e gli stessi detenuti.
Noi non vorremmo crederci, ma stando agli ultimi eventi si percepisce sempre più forte la “debolezza” dell’Amministrazione Centrale, la quale non sembra riuscire a gestire come si conviene quei problemi principali che poi portano alle conseguenze peggiori (suicidi, aggressioni, autolesionismi, proteste ecc.).
Nella fattispecie l’Amministrazione sembra incapace di poter affrontare adeguatamente il problema del sovraffollamento delle carceri, il problema che arreca alle istituzioni Italiane la rilevante presenza di stranieri detenuti ed il gravissimo problema della carenza di organico della polizia penitenziaria che se non verrà ripristinato a breve potrebbe non soddisfare più neanche i minimi livelli di sicurezza di cui gli istituti penitenziari necessitano per la sicurezza del Paese.
La scrivente O.S. si augura che gli organi competenti intervengano urgentemente, dopo questo ennesimo atto grave, considerato che la situazione degli Istituti penitenziari della provincia di Siracusa è oramai giunta al collasso per i noti problemi di sovraffollamento e di carenza di personale di Polizia Penitenziaria.
L’UGL P.P. propone un tavolo tecnico presso la Prefettura presieduto ovviamente da Sua Eccellenza il Prefetto, per concordare le giuste contromisure, assumendoci ognuno di noi le nostre responsabilità, per evitare in futuro altri episodi di questo genere”.
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