Riceviamo e pubblichiamo di seguito una nota relativa alla questione del Difensore Civico leggi qui e qui i precedenti articoli) inviata a questa redazione – nonchè al sindaco di Siracusa, al presidente del Consiglio comunale e allo stesso difensore civico – dalle seguenti associazioni: Grilli Aretusei (Andrea La Monica); Comitato “Quartieri fuori dal Comune” ( Salvo Salerno); Comitato Parchi (Corrado Giuliano); Cittadinanzattiva (Paolo Messina); Natura Sicula (Fabio Morreale); Legambiente (Paolo tuttoilmondo); Centro Studi “Davide contro Golia” ( Padre Rosario Lo Bello); Centro Pio La Torre (Sebastiano Di Maria); Agire Solidale ( Aldo Castello); Comitato 100 Donne (Lucia Storaci):
“Del Difensore civico, sapevamo già di avere a che fare con una carica marchiata da stretta lottizzazione politica, ma obiettivamente non avevamo ancora valutato quel ruolo sotto l’originale punto di vista che oggi l’avv. Domenico Trapanese ci propone a guisa di sue giustificazioni per la mortificante irrilevanza istituzionale fin qui messa in luce.
Infatti il Difensore Civico della Città di Siracusa ci ha detto praticamente che egli non svolge affatto una carica elettiva onoraria, onorevole e indipendente, come pure ha giurato di fare sul dettato dell’art. 65 dello Statuto, ma in realtà ci svela di essere nulla di più di un funzionario, neppure di livello elevato, del Comune, insomma un dipendente della Pubblica Amministrazione assunto non per concorso (che già sarebbe tanto), ma un mero precario entrato per “chiamata diretta” dei propri referenti politici! Come spiegare altrimenti il senso di certe incredibili affermazioni, come: l’invocazione dei “motivi personali” quale scusante per l’omessa presentazione della Relazione annuale; ovvero l’aver “già concordato con alcuni consiglieri comunali e capigruppo, nonché con il Presidente del Consiglio, che la relazione sarebbe stata depositata entro il mese di maggio”; ovvero ancora “alle sedute di Consiglio comunale in cui ho partecipato non mi è stato chiesto e/o concesso di intervenire pubblicamente, in quanto lo Statuto non prevede la possibilità di intervento su specifici ordini del giorno”; od anche “è una mia precisa scelta non intervenire su problematiche che sono già oggetto di giudizi in sede amministrativa e/o civile o di indagine della Procura della Repubblica. Questa scelta … è dettata … da un profondo rispetto dei ruoli di tutti gli enti che assicurano il civile convivere”.
A questo punto ci manca solo che il Difensore Civico della Città di Siracusa presenti il certificato medico o un permesso sindacale per sgravarsi dagli oneri del proprio Ufficio! Ricordiamo tuttavia all’avv. Domenico Trapanese che lo Statuto comunale dice ben altre cose da quelle un po’ infelicemente da lui rimediate e che non onorano la sua carica.
L’art. 69 gli conferisce, tra le varie prerogative, il potere di iniziativa autonoma verso il Comune, il potere di invitare al riesame ed alla modifica degli atti e dei provvedimenti, il potere di chiedere al consiglio comunale di essere ascoltato quando lo ritenga, altro che quel bavaglio che Trapanese cerca di accreditare nelle sue risibili dichiarazioni!
Quanto alla sbandierata “precisa scelta di non intervenire su problematiche che sono già oggetto di giudizi in sede amministrativa e/o civile”, neppure tale affermazione fa “onore” al nostro funzionario “onorario”, in questo caso più un Don Abbondio che un avvocato, perché è proprio nella ratio della carica l’intervento correttivo dell’azione amministrativa e non di meno se essa sia sub iudice: da avvocato egli dovrebbe conoscere le finalità dell’istituto dell’autotutela amministrativa; il Difensore Civico ha il compito di tutelare in ogni fase giuridico-istituzionale gli interessi del il Comune e i suoi amministrati, non le scelte o le omissioni delle maggioranze politiche contingenti. Sul sito nazionale dei Difensori civici (http://www.difesacivica.it) si leggono al riguardo chiare parole che giriamo all’interessato: “il difensore civico è un organo amministrativo, cioè è l’espressione della capacità della PA di autocorreggersi, e non un avvocato gratuito. … La proposizione di ricorsi giurisdizionali o amministrativi normalmente non esclude né limita … l’Ufficio del difensore civico. L’istanza al difensore civico non interrompe termini di prescrizione o di decadenza”.
Ricordi Trapanese che ha fatto un doppio giuramento: da avvocato, di perseguire sopra ogni cosa fini di giustizia e legalità, da Difensore Civico della Città di Siracusa, di tutelarne con indipendenza i cittadini.
E dunque questa carica, se vuole sopravvivere con qualche dignità nella presente fase storica, deve comprendere la sola missione che oggi il sistema le consente di svolgere e cioè quella dell’autocoscienza amministrativa nei grandi temi d’azione dei poteri comunali, quali l’urbanistica, i servizi, i tributi. I singoli cittadini non hanno bisogno del patronato di due mattine a settimana per la pratichetta, per questo hanno già i loro referenti politici e sindacali.
Per tutto questo la Città non se ne fa proprio nulla di un “patronato o consultorio civico” del mercoledì e venerdì che si limita ad “ascoltare i problemi dei cittadini”. Se si pensa che tale misero servizio di “ascolto civico” non è neppure degnato di pubblicità istituzionale sul sito web istituzionale del Comune, avremo il quadro di una carica volutamente oscurata e clandestina, più che “discreta”, come ardisce di presentarla Trapanese. Qui all’inutilità si aggiunge il ridicolo!
Al di là dell’omessa Relazione annuale dell’avv. Trapanese – che comunque il Presidente Bandiera ha graziosamente rimesso in termini col suo scaltro sollecito di fine aprile, in realtà, sul piano generale, nessuna vera attività tutoria degli interessi civici sia singoli che associati, nessun riesame migliorativo di provvedimenti comunali può rendicontare ad oggi il Difensore Civico.
Le scriventi associazioni sono invece in grado di dimostrare la sistematica elusione degli obblighi di risposta gravanti per legge e per Statuto sull’avv. Trapanese.
Trapanese, ormai in carica, con “discrezione” – come dice lui – da un anno e mezzo, dovrebbe svolgere in ben altro e più decoroso modo il suo incarico, se ne è capace e se i suoi danti causa glielo permetteranno, diversamente dovrebbe pensare seriamente a rimettere l’incarico, oppure il Consiglio ben potrebbe deliberarne la decadenza.
Come infatti stabilisce l’art. 68 dello Statuto il Difensore Civico può essere revocato anche per gravi violazioni di legge e/o accertata inefficienza: pare che ci siamo molto vicini..!
Appare grave poi, sotto il profilo istituzionale, che l’avv. Trapanese dichiari di aver “concordato con alcuni consiglieri e capigruppo” i termini della sua Relazione, questa è la prova che il personaggio risponde ad alcuni precisi soggetti politici e non alla Città, nella persona delle sue istituzioni apicali. Il Presidente del Consiglio comunale, pure chiamato in causa, dovrebbe spiegare allora come mai ha indirizzato il sollecito, visto che aveva già “concordato” tutto con Trapanese. In ogni caso Bandiera ha molto da riflettere sul punto e auspichiamo che Egli non vorrà farci ripetere la vergognosa esperienza degli ultimi 15 anni di Difesa civica, ante Trapanese!
Ed in conclusione, in questi tempi durissimi di crisi economico-finanziaria ed occupazionale, mentre Tremonti annuncia la sua draconiana manovra con tagli alle prebende della casta, mentre la Finanziaria statale 2010 (art. 2 comma 186 Legge 23 dicembre 2009 n. 191) ha già programmaticamente abolito l’istituto del Difensore civico, appare sempre più uno schiaffo ai bisogni di risposte concrete dei cittadini, che Visentin e la sua maggioranza (si fa per dire) continuino a mantenere a spese della collettività un Ufficio onorario che non serve a nessuno, salvo che al diretto interessato ed ai gruppi di potere che lo hanno espresso, appunto quel “civile convivere” del nobile pensiero del nostro Difensore civico”.
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