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Siracusa, domani la prima giornata del progetto “Un giorno in Questura”

I giovani studenti proveranno l’emozione di salire a bordo di un mezzo della Polizia e saranno accompagnati in Questura ove trascorreranno una mattinata all’insegna della legalità ma anche del divertimento

Nell’ambito dei numerosi progetti di legalità, effettuati in sinergia con l’Ufficio Scolastico Provinciale, la Questura di Siracusa ha organizzato per domani la prima giornata del progetto “Un giorno in Questura” che si svolgerà per tre settimane e coinvolgerà alcune classi dell’Istituto Comprensivo “Martoglio”.

L’iniziativa, che si innesta nel più ampio rapporto che da anni lega la Questura aretusea all’istituzione scolastica di Siracusa e provincia, è rivolta a istituti comprensivi siti in quartieri particolarmente sensibili ed ha trovato l’immediata adesione della Preside Clelia Celisi.

I giovani studenti proveranno l’emozione di salire a bordo di un mezzo della Polizia e saranno accompagnati in Questura ove trascorreranno una mattinata all’insegna della legalità ma anche del divertimento.

Infatti, dopo un breve incontro di benvenuto, i ragazzi assisteranno ad una serie di dimostrazioni: gli verrà mostrata la volante della Polizia utilizzata per il servizio di controllo del territorio con tutti gli allestimenti operativi e dopo gli investigatori della Polizia Scientifica gli mostreranno alcune tecniche per rilevare le impronte e per cristallizzare le prove “sulla scena del crimine…”.

Dopo ci sarà una breve visita alla sala operativa, vero cuore pulsante del controllo del territorio di Siracusa e provincia e infine, prima di essere riaccompagnati a scuola, una gradita sorpresa per tutti.

Il Questore Pellicone: “Ho inteso ulteriormente rafforzare il già solido rapporto con i giovani delle scuole siracusane perché il momento della prevenzione gioca un ruolo di primaria importanza per l’educazione e la crescita delle nuove generazioni che, fin da piccoli, devono vedere le Poliziotte ed i Poliziotti come loro amici e alleati nel percorso della loro vita. Inoltre, anche tutti i nostri servizi di controllo e vigilanza nei luoghi della movida, frequentati dai più giovani, vanno nella medesima direzione, ovvero di far sentire i nostri ragazzi più tutelati e protetti”.


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