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Siracusa, domani le Baccanti al Teatro Greco, Maurizio Donadoni sostituisce Giorgio Albertazzi nel ruolo di Dioniso

Oggi la prima del Pometeo e domani la prima delle Baccanti di Euripide, nella traduzione di Giorgio Ieranò, per la regia di Antonio Calenda e con Maurizio Donadoni nel ruolo di Dioniso. 

Inizialmente il ruolo di Dioniso era stato assegnato al grande Giorgio Albertazzi, un higlander del teatro italiano, un immortale che nonostante abbia superato i 90 anni sa reggere la scena con la sua conclamata professionalità ma un improvviso intervento chirurgico ed il conseguenziale riposo assoluto  ha aperto il ruolo di primo attore al non meno bravo Maurizio Donadoni, l’attore bergamasco giunto così alla quinta stagione a Siracusa.

“Le Baccanti, come il Prometeo affrontano il tema religioso ed in particolare la violenza divina – ha detto Guido Paduano (traduttore del Prometeo) e nel corso di un convegno organizzato dall’Inda proprio sul tema della violenza divina – ma hanno una struttura apparentemente più tradizionale, che Nietzsche infatti interpretava come tardiva resipiscenza del poeta nei confronti della religiosità tradizionale: violenza, condannata come tale, è indubbiamente la persecuzione che il sovrano illuminista Penteo esercita contro Dioniso e il suo culto, ma essa è come inglobata nella vendetta del dio, che la ripaga e la supera, tant’ è vero che all’ una come all’ altra si applica la parola con cui Eschilo equiparava la colpa umana allo squilibrio cosmico, vale a dire la hybris.

Il culto di Dioniso è infatti ambiguamente sospeso fra l’ idillio e la distruzione, come mostra il fatto che lo scempio fatto del nemico ha riscontro nella cerimonia rituale dello sparagmos (ovvero lo sbranamento dell’ animale sacrificale).

Un’ ambiguità ancora più profonda, o piuttosto una collusione, intercorre fra i processi della conversione e della punizione, entrambi operati dal dio: per punizione della loro incredulità le donne tebane, fra cui le zie di Dioniso, vengono trasformate in Baccanti, e come tali diventano a loro volta strumento della punizione di Penteo. “
 


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