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Siracusa, dopo quasi un mese dal Ciclone Apollo, ancora allagati Orecchio di Dionisio e Grotta dei Cordari

Il direttore Carlo Staffile: “Si tratta di una chiusura momentanea. Abbiamo attivato due pompe idrovore che, giornalmente, tentano di tirare l’acqua dall’Orecchio che, puntualmente, si riforma, complice anche il continuo maltempo”

Ciclone Apollo, ancora tu. Sono passate circa quattro settimane e, anche se non ci vediamo più, le conseguenze di quell’evento metereologico straordinario sono ancora visibili in città.

È diventato un caso l’allagamento dell’Orecchio di Dionisio, nel Parco archeologico della Neapolis, dove, nonostante le 2 pompe idrovore attive ogni giorno da 28 giorni la situazione è ben lontana dalla risoluzione. Per tale motivo, il sito è inaccessibile. Stesso discorso vale per la Grotta dei Cordari, anch’essa sommersa dall’acqua piovana.

“La colpa dell’interdizione non è certo né della Regione siciliana, né della società che gestisce il Parco – dice Loriana Carrivale, una guida turistica – Ma non si capisce perché nessuno dei due abbia pensato a una riduzione del ticket di ingresso. Cosa, quest’ultima, fatta quando ai tempi delle riprese di Indiana Jones i siti chiusi al pubblico erano gli stessi”. La guida turistica spiega di aver voluto sollevare il problema a seguito di alcune lamentele ricevute dai turisti (vittime del maltempo e privati del piacere di godere dell’atmosfera dentro l’Orecchio).

Dal Parco archeologico della Neapolis, replica il direttore Carlo Staffile: “Si tratta di una chiusura momentanea. Abbiamo attivato due pompe idrovore che, giornalmente, tentano di aspirare l’acqua dall’Orecchio che, puntualmente, si riforma, complice anche il continuo maltempo”.

Sulla Grotta dei Cordari, invece, l’allagamento non è il motivo principale della chiusura. Sul sito, infatti, insiste un problema di sicurezza che presto andrà risolto (probabilmente con l’installazione di alcune reti). Un grattacapo, insomma, che arriva subito dopo la riapertura di quella parte della Latomia del paradiso avvenuta quest’estate dopo oltre 30 anni di chiusura. Spettacoli e dibattiti si sono tenuti per pochi mesi quindi, in un’area molto suggestiva e che adesso, secondo Staffile, avrebbe acquisito ancora più fascino grazie proprio all’acqua piovana che, in qualche modo, ricorda la vecchia atmosfera dei cordari, cioè dei fabbricanti di corde.

Sul costo del biglietto, e sulla provocazione di Loriana, con riferimento alle riprese di Indiana Jones, Staffile risponde: “stiamo cercando di risolvere il problema al più presto, almeno per quanto riguarda l’Orecchio di Dionisio. E poi, all’epoca, i costi del biglietto ridotti sono stati incassati dalla produzione che ha pagato la differenza”.

Intanto, però, dalla Protezione civile arrivano quotidianamente bollettini meteorologici con allerta gialla. Motivo per il quale la risoluzione del problema appare sempre più lontana.


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