fbpx

Siracusa: è già campagna elettorale tra chi canta il “Requiem” a Italia e alla democrazia e chi difende l’amministrazione

Forza Italia la piuù sprezzante, mentre particolarmente riflessive le posizioni di Fratelli d'Italia e Lega (che scarica Midolo). Granata, invece, difende il sindaco

Siracusa è di nuovo in campagna elettorale. Inutile negarlo, perché dal minuto successivo la pubblicazione della sentenza del Tar che impone di rivotare in 9 sezioni, tutti sono tornati inevitabilmente in gioco. Dal centrodestra è partito una sorta di “Requiem” nei confronti di Francesco Italia, chi in modo sprezzante, come l’ex senatore Bruno Alicata (che riferendosi al sindaco “sospeso” o non più proclamato) afferma come “neanche il tempo di ultimare la bottiglia, di Champagne naturalmente, stappata dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, si ritrova a dover ingurgitare lo sgradevole Amaro rospo del Tar”.

Molto più riflessiva, invece, l’analisi di Fratelli d’Italia che per voce di Paolo Cavallaro, parla di una democrazia in serio pericolo. “I cittadini – dice – non possono essere certi nemmeno che il loro voto giunga a destinazione. È chiaro che occorra una rapida rivisitazione della legge elettorale, del sistema degli scrutini e persino dei meccanismi giudiziari che consentono il controllo delle operazioni elettorali, se è  vero come lo è che è passato un anno e mezzo per conoscere l’esito del ricorso del candidato Reale.”

Adesso – al netto del quasi ovvio ricorso di Italia al Cga con annessa richiesta di sospensiva – si attende che l’assessorato regionale alle Autonomie Locali nomini un commissario, ma per Cavallaro, al di là delle future mosse dell’assessorato regionale, che dovrà dare risposte a diversi interrogativi sulle prossime elezioni da svolgere, anche in considerazione della sopravvenuta dichiarazione di decadenza del consiglio comunale. “Il legislatore  – prosegue – deve farsi parte diligente per dotare la democrazia di regole chiare e strumenti rapidi di risoluzione dei contenziosi. Prima di riaprire l’agone elettorale, la classe dirigente di ogni partito si soffermi a riflettere su questi temi che devono essere prioritari e condivisi trasversalmente. Per il momento intoniamo il requiem, la democrazia è ferita e ci lecchiamo le ferite”.

Particolari, ma per motivi opposti, le posizioni della Lega e di Fabio Granata. Per la prima “è fondamentale ripristinare la legalità del voto a Siracusa”, rispettando il percorso individuato dal Tar, “ma chiederemo anche che venga rispettata la volontà popolare” così Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega in Sicilia in una nota congiunta con i vertici del Carroccio siracusano a proposito della sentenza del Tar di Catania che si è pronunciato sulle operazioni di voto del 10 giugno 2018 dopo il ricorso presentato da Ezechia Paolo Reale.

Avremmo preferito – si legge ancora nella nota della Lega – un annullamento totale della consultazione e non una semplice ripetizione parziale. Soprattutto per garantire ai siracusani di poter scegliere il proprio sindaco e il consiglio comunale nella massima legalità e di avere anche un quadro politico aderente alla realtà e non cristallizzato ad oltre un anno fa

In questa situazione al limite del tragicomico strappa sicuramente un sorriso la presa di distanze della Lega siracusana dall’ex candidato sindaco Midolo che in un post annunciava la riapertura della propria campagna elettorale, ma, precisano dal partito “non essendo tesserato e non avendo alcun incarico nel partito parla a titolo personale”.

Ma Cantarella, con il commissario provinciale Lega Leandro Impelluso e quello comunale Bartolo Lentini precisano che ogni scelta politica relativamente alla ripetizione del voto nelle nove sezioni sarà presa dai vertici del partito cittadino in accordo con il commissario regionale Stefano Candiani.

Diversa, come detto, la posizione di Granata. Inizialmente (e in 9 sezioni nuovamente) candidato sindaco con una propria lista, e fino a venerdì pomeriggio assessore della Giunta Italia, l’ex deputato regionale e nazionale difende l’operato dell’amministrazione comunale e intende  ribadire alcune “verità oggettive sulla sentenza del Tar – dice Granata – relativa alle elezioni amministrative della nostra Città. Per iniziare, bisogna farla finita con la suggestione di inesistenti brogli: nella sentenza si parla solo ed esclusivamente di irregolarità ( non di brogli) in sole 9 sezioni sulle 123 della nostra Città.”

L’attenzione dell’ex assessore ai Beni Culturali si sposta poi sugli immediati effetti che avrà il commissariamento del Comune. “solo nelle mie rubriche si bloccheranno tutte le mostre e gli eventi già pronti per le festività – spiega -, nessuno seguirà il ripristino della agibilità per l’Antico Mercato, nessuno potrà firmare la convenzione per il nuovo corso di laurea in valorizzazione del Patrimonio Culturale decisa venerdì con il sindaco Italia, il Rettore e i vertici della Università di Catania e quindi nessuno ripristinerà e riaprirà Palazzo Impellizzeri e nessuno seguirà la definizione degli attesissimi lavori per la riapertura del Palazzo storico del Gargallo.”

Per Granata saranno inoltre a rischio i finanziamenti già ottenuti dalla Regione sui progetti per la grande esposizione su Cambellotti e il Teatro Classico (88 mila euro), quelli per le attrezzature audiovisive e per l’impianto di riscaldamento del Teatro Comunale (250 mila euro), quelli per la riapertura delle Latomie e del Teatro di Verdura (310 mila euro), quelli per il completamento della rigenerazione del Parco e del Giardino Botanico di Villa Reimann “oltre a tanti progetti importanti per le Scuole, per la Cultura e per il Turismo Culturale. A rischio – conclude – anche il progetto di oltre 100 mila euro sulla Mazzarrona legato alla legge 77 per i Siti Unesco

 

 


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo