Atturna Siracusa è una delle tradizioni più suggestive e profonde della città, un rito antico che annuncia l’arrivo dei festeggiamenti dedicati all’Immacolata. Si svolge nove giorni prima dell’8 dicembre e trasforma le vie di Ortigia in un percorso di fede, musica e identità comunitaria.
Nella notte, intorno alle tre del mattino, la banda comunale attraversa i vicoli della città storica intonando marce allegre: è l’Atturna, un richiamo che da generazioni sveglia i fedeli e li invita a unirsi in un pellegrinaggio spontaneo attraverso il cuore antico di Siracusa. Questo cammino musicale notturno rappresenta un momento di risveglio spirituale, un’antica forma di devozione che continua a vivere nonostante il passare del tempo.
Il percorso si conclude poco prima delle cinque del mattino nella chiesa di San Filippo Apostolo, dove si svolge la Svelata, il momento più atteso. Durante la celebrazione, il simulacro della Vergine Maria viene “svelato” ai presenti, spesso attraverso un gioco di luci che illumina la statua e segna simbolicamente l’inizio ufficiale dei festeggiamenti. È un rito che simboleggia l’accoglienza della luce e della purezza mariana nella comunità, rinnovando un legame profondo tra la città e la sua tradizione religiosa.
L’Atturna e la Svelata rappresentano così due momenti complementari: il cammino e la rivelazione, la chiamata notturna e la luce del mattino. Una tradizione che continua a unire fede, cultura e musica. A spiegare le origini e il significato della festa è Padre Flavio Cappuccio:
La Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria è una delle feste mariane più antiche della Chiesa Cattolica e si riferisce alla certezza che essa ha circa il concepimento immacolato di Maria Santissima nel grembo della sua madre santa Elisabetta. Dio ha voluto che colei che avrebbe generato Gesù fosse conservata pura da ogni traccia di peccato originale. Una tale festa ha avuto una vastissima diffusione in tutto il mondo specialmente ad opera dei Frati Minori. E sono stati proprio i Frati Minori, qui a Siracusa, a curare fino al tardo diciannovesimo secolo questa festa nella chiesa di san Francesco d’Assisi all’Immacolata. Dopo la confisca della chiesa ad opera del neonato stato italiano ne è seguito un lungo periodo di assestamento fino agli anni ’40 quando il parroco Giovanni D’Asta ha dato alla festa la conformazione che ha ora.
Fu proprio lui, qui a Siracusa, a curare con maggiore attenzione la Novena, cioè i nove giorni di preparazione alla festa e specialmente il primo giorno. Nella notte fra il 28 e il 29 novembre ideò un corteo accompagnato dalla Banda musicale che, percorrendo le vie del centro storico in piena notte (le tre del mattino) svegliasse la gente al fine di spingerla a venire in chiesa alla prima messa, quella delle cinque del mattino. Ad accoglierla in chiesa vi era la statua di Maria Immacolata non più nella sua nicchia ma posta sull’altare maggiore circondato di drappi e festoni e coperta da un velo bianco che la nascondeva alla vista dei fedeli in una chiesa totalmente al buio. Durante l’omelia, il sacerdote esortava i fedeli a vivere sull’esempio di Maria e aveva ben cura, nel momento culminante, di pronunziare un versetto dell’Ave Maris Stella, “Monstra te esse Matrem” che serviva come parola chiave per chi era nascosto dietro l’altare affinché tirasse il velo bianco di lato e, accendendosi tutte le luci, Maria comparisse platealmente alla vista dei fedeli. Da allora sono trascorsi più di settant’anni ma il rito si è svolto ininterrottamente fino ad oggi.
È molto significativo quanto accade e ci spinge annualmente a una seria riflessione sul valore che noi diamo alla Speranza fondata e radicata in Dio. Richiamati da Maria noi percorriamo nell’oscurità le strade della nostra vita, la sua voce ci spinge nella notte in chiesa per ascoltare una voce differente da quelle a cui siamo abituati nel frastuono delle nostre giornate. Davanti a Maria riconosciamo l’oscurità intorno e che spesso abita anche in noi. Il sentirci dire che ella è nostra madre e al contempo la luce che irrompe prepotente in chiesa ci commuove immancabilmente e ci esorta ad abbandonare lì in quello stesso momento ogni oscurità per abbracciare insieme con Maria Cristo che da lì a poco verrà a noi come Sole che sorge.
Il vedere ogni anno tantissima gente che accorrere a questa Messa d’alba è conforto e certezza che ancora vi è speranza e che anzi Cristo nostra speranza non deluderà mai perché, entrando nei nostri cuori spingerà sempre noi siracusani a seguirlo, aiutati sempre e costantemente da Maria Santissima.
L’otto dicembre, giorno ufficiale della festa, la messa mattutina è celebrata dall’arcivescovo mentre nel pomeriggio, la grande processione del simulacro di Maria per le vie del centro storico è preceduta dalla messa al termine della quale si benedicono i fanciulli e si dona a tutti la Medaglietta Miracolosa come segno di impegno a vivere la vita alla luce dell’esempio di Maria e costantemente sotto la sua protezione.
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