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Siracusa e lo scioglimento del Consiglio comunale: il Pd batta un colpo

Monterosso ricorda come deputati regionali e nazionali di diversi schieramenti hanno avviato iniziative parlamentari finalizzate a sanare l’anomalia, tutta siciliana, di sindaci che governano senza organi di indirizzo e controllo democraticamente eletti

Il Partito democratico batta un colpo. Anche copiando gli altri partiti. Ma faccia qualcosa. Può essere sintetizzato così il “Monterosso pensiero” sulla sparizione del Consiglio comunale, dove Monterosso sarebbe Marco, ex segretario comunale del Pd e oggi in direzione regionale. Al di là dei diversi ricorsi, alcuni ancora pendenti, evidentemente lo scioglimento del Consiglio comunale di Siracusa deve essere affrontata dal punto di vista politico.

Monterosso ricorda come deputati regionali e nazionali di diversi schieramenti – Zito (5 Stelle), Cafeo (Italia Viva), Cannata (Fratelli d’Italia) e Prestigiacomo (Forza Italia) – hanno già avviato iniziative parlamentari finalizzate a sanare l’anomalia, tutta siciliana, di sindaci che governano senza organi di indirizzo e controllo democraticamente eletti. Il caso di Siracusa infatti è il più plateale, vittima di un suicidio politico sì, ma anche di una legge regionale anomala.

“Ancora poco chiara la posizione del Partito democratico che, a dire il vero, dovrebbe avere il coraggio di sconfessare una norma di cui fu artefice nel 2017 – sottolinea – Probabilmente da questa contraddizione deriva la pressoché totale mancanza di iniziativa messa in campo dal Pd sia a livello locale sia regionale su un tema cosi importante”. Insomma, il Partito democratico è stato carnefice di questo Consiglio e oggi non sembra interessarsi di mettere una pezza all’errore del passato. E il silenzio, che in realtà contraddistingue il partito a livello locale e nazionale, non piace a Monterosso.

“Il Pd non può però tentennare, o peggio ancora tacere, su un argomento tanto importante – aggiunge – perché così facendo avalla di fatto posizioni fortemente lesive della rappresentatività popolare e di un principio alla base delle istituzioni democratiche. Consentire a qualunque organo di governo di operare senza essere sottoposto a forme di controllo da parte di organi terzi, legittimati dal voto popolare, può avviare una deriva pericolosa che incrina alla radice il rapporto tra governanti e governati”.

Magari un sindaco solo al comando può essere accettato – seppur a malincuore – solo se questa sia la prima e ultima volta. E se possa essere sprone e motore di iniziative politiche per cambiare leggi e prassi. “All’indomani del referendum costituzionale e soprattutto dopo le recenti e farneticanti dichiarazioni di Grillo sull’inutilità di Parlamento, Assemblee regionali e Consigli comunali – conclude Monterosso – mi auguro che il Partito Democratico trovi il coraggio di avviare un serio dibattito pubblico su un tema cosi delicato. Da parte mia non ho ancora rinunciato all’idea che, anche attraverso l’analisi e il confronto, le forze politiche democratiche possano svolgere un importante azione di tutela dei principi alla base del nostro ordinamento”. Toc Toc, c’è nessuno nel Partito democratico?


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